Manovra da 230,4 milioni di euro, la giunta completa le sue modifiche

CONSIGLIO REGIONALE SEDUTA DEL 11.02.2015. ©FOTO MATTEO RENSI.

La giunta provinciale ha completato oggi, il deposito degli emendamenti al disegno di legge 96 dal titolo “Prime misure del 2021 connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e conseguente variazione al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2021 – 2023”.

Nel corso della conferenza stampa è stato sottolineato che, grazie a una misura inserita nel Decreto sostegni, provvedimento che sta per essere approvato definitivamente in Parlamento, la Provincia potrà utilizzare le risorse provinciali derivanti dall’avanzo di amministrazione del 2020 prima della parifica da parte della Corte dei Conti, accelerando così i tempi. Il presidente Fugatti ha chiarito che col deposito degli emendamenti “finisce il percorso straordinario messo in campo con queste misure per accorciare i tempi nell’erogazione degli aiuti” che andranno alle imprese e ai lavoratori.
L’assessore Spinelli ha chiarito che si tratta di “una sorta di assestamento anticipato che, accanto agli aiuti per contrastare gli effetti del Covid, amplia l’orizzonte delle misure e le destina anche allo sviluppo economico”. La manovra destina infatti circa il 25% delle risorse (55 milioni di euro) ad interventi per il rafforzamento della promozione turistica e industriale, al finanziamento di investimenti delle imprese e ad altri interventi di contesto per lo sviluppo del sistema economico.

La quota prevalente dei fondi 128 milioni (circa il 55%) è peraltro destinata al sostegno delle imprese per fronteggiare gli effetti negativi della pandemia sia con misure contributive che di sgravio fiscale. Quasi 30 milioni di euro sono invece finalizzati a interventi a favore dei lavoratori – in particolare i lavoratori stagionali – e delle famiglie – in particolare per favorire l’accesso a servizi conciliativi famiglia-lavoro. Completano la manovra ulteriori interventi da finalizzare.

Dallo Stato sono attesi per l’economia trentina – tramite il Decreto Sostegni 1 e 2 – altri 280 milioni di euro circa, comprensivo del Fondo montagna.

Tra le misure previste dagli emendamenti della giunta provinciale, ci sono quelle squisitamente economiche. Come il fatto per cui si introducono contributi per le imprese turistiche che concorrono alla formazione dell’offerta turistica e che sono ubicate nei comuni appartenenti ai comprensori sciistici o contigui ad essi e aiuti per i maestri di sci e che deriveranno appunto dalla quota trentina del Fondo montagna nazionale.

Tra gli emendamenti è prevista anche una misura per permettere ai Comuni di ridurre la pressione tariffaria nel 2021 su famiglie e imprese. Si prevede infatti che gli enti locali possano abbassare le tariffe per i servizi pubblici locali per tutto il 2021. Si posticipa, poi, al 1° gennaio 2022 il termine a partire dal quale la nuova disciplina relativa al canone delle concessioni minerarie (acque minerali).
Inserita anche l’estensione dell’apertura delle scuole dell’infanzia per tutto il mese di luglio. L’estensione viene disposta con delibera di giunta anche per le scuole dell’infanzia con calendario turistico e speciale per la durata massima di un mese, da collocare nel periodo compreso tra giugno e agosto. L’estensione, spiega la giunta, è una misura prevista per “potenziare l’offerta didattica delle scuole dell’infanzia provinciali e equiparate” .

Per il sostegno a favore delle famiglie con figli disabili minori di 18 anni, nell’ambito dell’Assegno unico provinciale, un emendamento prevede che la giunta provinciale possa prevedere specifici criteri attuativi in relazione alle particolari necessità di assistenza e di conciliazione.

Si propone, poi, con un altro emendamento la partecipazione alla società “Itas Istituto Trentino-Alto Adige per Assicurazioni società mutua di assicurazioni” quale ulteriore strumento di rafforzamento e a supporto dell’economia provinciale con riferimento all’esigenza di fronteggiare in modo sistematico l’andamento ciclico, anche alla luce dell’emergenza epidemiologica, ancora in atto e derivante da Covid 19.(ac)