Autore, Maestro, Saggio: ci ha lasciati Battiato, con la poesia. Il rock soft e il futurismo

Dalla sua casa di Milo, dalla sua Sicilia, aveva dedicato un lungo addio al set a causa della malattia. Con la riservatezza di una zebra tra i leoni ha salutato lasciando in eredità un patrimonio artistico notevole e per molti versi molto difficile da archiviare con un “Riposi in pace” mesto.

E guarirai da tutte le malattie/ perché sei un essere speciale/ ed io, avrò cura di te.

Era la frase de #lacura, una delle canzoni più note, recenti, che hanno preso il cuore dei giovani degli anni novanta rilanciando la musica d’autore anche tra le generazioni del #tunztunz.

Spiegare Battiato è impossibile.

Ma ci piace ricordarlo come uno con la schiena dritta.

Ma ve lo ricordate il suo lancio al Parlamento Europeo?

Se lo disse Battitato!

Tuttavia un integralista antiberlusconiano: “Povera Italia” e non certo un bugiardo od un doppiogiochista. Di ala discretamente indipendente ma artisticamente diverso dalla massa.

Ora il personaggio … che ci riporta indietro in una Sicilia dei tempi della Magna Grecia. Musica. Pittura. Limoni. Catania.

Nato il 23 marzo del 1945 ha fatto girare la testa alla sua generazione grazie a canzoni come “Un centro di gravità permanente” o “L’era del cinghiale bianco”.

Nel periodo della politica italiana a pezzi proponeva con Alice “Prospettiva Nevski”.

#UpPatriotsToArms è stata ripresa per generazioni come simbolo di ribellione.

È impossibile ridurre un genio della sperimentazione a un necrologio da giornale. Cosa, se non la musica, per aprire il cuore in questo triste momento.

Tutto l’Universo obbedisce all’amore. Torneremo ancora.

Dicevi.

MC