Discoteche pronte a riaprire anche senza autorizzazione: “Se dopo 21 Giugno non avremo risposta, passeremo a disobbedienza civile”

Tra le attività che sono state maggiormente colpite dalla pandemia di Covid-19 vi sono, senza dubbio, quelle relative alle discoteche e alle sale da ballo, chiuse ormai da tempo e senza chiarimenti o informazioni precise su quando potranno riaprire.

Solamente ieri, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, parlando della possibilità che queste attività potessero riaprire nelle zone bianche, quelle con il più basso tasso di contagi, aveva affermato: “Tra i temi rimasti da affrontare c’è quello delle discoteche: non possiamo permetterci di approcciare il problema come lo scorso anno. Dobbiamo essere coerenti e seri, le discoteche vanno riaperte per poter andare a ballare e socializzare. Se si aprono le discoteche, non bisogna tener conto di restrizioni sul distanziamento, il criterio dovrà essere quello di monitorare e tracciare chi entra”.

Nonostante le rassicurazioni del sottosegretario alla Salute però, il Governo non ha ancora sciolto il nodo sulle eventuali riaperture le cui tempistiche e modalità rimangono, ad oggi, ancora molto nebulose.

Per questo, Maurizio Pasca, Presidente Silb-Filpe, (Sindacato Italiano locali da ballo) è intervenuto su Cusano Italia Tv all’interno del programma Sfide Quotidiane, per evidenziare tutte le difficoltà della categoria.

Pasca, parlando del futuro ancora incerto del settore, ha affermato: “Se dopo il 21 Giugno non avremo nessuna risposta, passeremo alla disobbedienza civile, apriremo comunque tutte le attività. Mi devono spiegare perché un centro commerciale sì e in discoteca no, forse ci sono dei pregiudizi?

Il Presidente di Silb-Filpe, concludendo il suo intervento, ha poi rincarato la dose tornando sulla proposta di effettuare il test di una doppia serata al Praia di Gallipoli e al Fabrique di Milano, con accesso limitato a 2500 persone con green pass e tampone sei giorni dopo l’evento, rincarando: “Inoltre non c’è stata nessuna risposta dal Cts sul protocollo anti-covid: nessuno si è espresso nel merito sull’autorizzazione ai due test nelle discoteche di Milano e Gallipoli”