La Sinistra si prepara a governare anche perdendo. La Destra rinuncia a governare pur vincendo

Estote parati. Anche chi non ha studiato latino o non ha fatto lo scout intuisce il significato delle due parole: siate preparati, siate pronti. Forse, però, non tutti intuiscono. E, dunque, non capiscono perché Sua Divinità abbia prestato così tanta attenzione alle nomine dei vertici dei grandi gruppi che fanno ancora capo allo Stato. Draghi, invece, è perfettamente consapevole che governare significa andare ad inserire le persone giuste, ovviamente fedeli, nei gangli vitali del Paese, nelle vere stanze dei bottoni. 

Per governare, per far marciare l’Italia nella direzione imposta dall’Unione europea in cambio della montagna di denaro del Recovery, non servono i Fiano, le Boschi, i La Russa, i Di Maio, gli Zoffili, i Brunetta. Loro passano, i funzionari restano. Ed i funzionari che servono realmente sono quelli dell’Eni, dell’Enel, di Banca d’Italia, delle Ferrovie, delle telecomunicazioni, di Leonardo Finmeccanica. Dunque diventa indispensabile collocare persone fidate ai vertici di questi grandi gruppi. 

Poi c’è l’altra grande partita. Quella che Sua Divinità affida ai partiti. La conquista dei luoghi di potere per ogni attività culturale. Università, con la spartizione delle cattedre, dei ricercatori e dei fondi per la ricerca. E ancora la scuola, i grandi musei, i teatri, la gestione degli eventi culturali, le manifestazioni musicali, i premi letterari, le mostre fotografiche, le esposizioni di quadri e sculture, i nuovi film per le sale o per la tv. Un fiume di denaro, un considerevole pacchetto di posti di lavoro in ogni parte d’Italia. 

In mezzo non vanno dimenticate le fondazioni bancarie che, con la grande disponibilità di denaro, decidono chi e cosa finanziare, quali progetti dei diversi Comuni, delle Regioni, quali Ong, quali interventi di restauro o di sostegno. 

Estote parati. Il Pd, da erede di quella macchina da guerra in ambito culturale che fu il Pci, conosce perfettamente il significato. E legge anche i sondaggi. Dunque in ogni realtà in cui è presente si prepara alla sconfitta elettorale e, di conseguenza, si muove con nomine, contratti, bandi ad hoc, promozioni mirate. Persino il Movimento 5(mila) poltrone si sta preparando con nomine ed accordi. E non importa chi abbia tradotto dal latino. Ciò che conta è che il centrodestra, qualora vincesse, sia ingabbiato da funzionari che boicottino i nuovi arrivati. 

In compenso a destra non hanno fatto gli scout ed erano in bagno a fumare durante le lezioni di latino. Dunque evitano accuratamente di prepararsi. Viva l’improvvisazione. Si scelgono candidati civici per le comunali, meglio se vicini al Pd. Si insiste sui nomi indicati dalle sinistre per gli incarichi la cui scelta spetta agli assessori di destra, si evita accuratamente di andare ad occupare i ruoli decisionali nei centri dove si “produce” cultura, si destinano le risorse economiche in modo da favorire gli avversari, si ignora completamente l’università. E si finge di non sentire le grasse risate degli avversari che tutto ottengono senza il minimo sforzo. Come si finge di non sentire i commenti dei vertici di fondazioni, banche, gruppi finanziari ed industriali a proposito dei personaggi imbarazzanti nominati dalle destre nei vari consigli di amministrazione o nelle direzioni ai diversi livelli. 

Estote parati. A vincere ma non a governare.