Meloni/Salvini: il sorpasso

Non ha portato fortuna, a Matteo Salvini, farsi dettare la politica estera da Bibi Netanyahu. Bibi se n’è andato all’opposizione, Matteo si è improvvisamente ritrovato al terzo posto nei sondaggi di Pagnoncelli. In realtà il sorpasso di Pd (clamorosamente primo partito) e Fdi è di tale modesta entità da non essere significativo. I tre partiti sono divisi da pochi decimali, meno di un punto. Molto più significativa è la tendenza alla flessione della Lega, in atto ormai da tempo. A fronte di una continua crescita del partito meloniano.

Il centrodestra può consolarsi perché la somma dei tre partiti principali e dei cespugli supera il 50%, staccando nettamente il centrosinistra allargato ai pentapoltronati. 

È però probabile che il sorpasso di Fdi ai danni della Lega provochi tensioni in un centrodestra diviso tra governativi ed opposizione. Salvini è pronto a partire per un tour che dovrebbe consentirgli un rilancio. Non è chiaro su quali temi. La Lega è al governo e l’invasione è ripartita alla grande, senza la benché minima difesa dei confini. Il servilismo nei confronti di Biden e Netanyahu non porta grandi risultati al Paese. La banda Speranza continua a far danni. Un’immagine offuscata e che non migliora di certo con la pessima comunicazione dei parlamentari leghisti. 

Non che sia migliore quella di Fdi, ma criticare le tante inefficienze di questo governo dell’ammucchiata è molto più facile rispetto al tentativo di difendere i mancati provvedimenti contro l’invasione, i ritardi nei risarcimenti, gli errori nella gestione della pandemia e del dopo emergenza. 

Se a questo si aggiungono i pessimi rapporti – o la mancanza di rapporti – sul territorio, diventa comprensibile la frenata. E non ha aiutato l’effetto annuncio, con la federazione con Forza Italia; no, il partito unico in stile Pdl; no, un solo partito; no, non se ne fa nulla. Sembrano le certezze del comitato scientifico in merito ai vaccini.

Cosa andrà a raccontare Salvini nel suo turn estivo tra spiagge e sentieri? Che bisogna votare candidati assurdi nelle città perché i cerchi magici lo hanno deciso? Che l’amico Putin è diventato nemico? Che bisogna sacrificare l’economia italiana perché c’è lo chiede l’America? Che bisogna accettare lo Ius soli perché nell’attuale parlamento il Pd ed i pentapoltronati hanno la maggioranza e non vogliono rinunciare all’invasione di potenziali elettori che permettono la sopravvivenza delle Ong di area? 

Sino a qualche mese fa, era il centrosinistra ad essere terrorizzato dal voto. Ma le amministrative di autunno, grazie ai candidati messi in campo, potrebbero rivelarsi un incubo per la coalizione di centrodestra. Unita, ma solo nel perdere e nonostante un consenso maggioritario nel Paese.