Innovazione e pubblico impiego, il contributo del Trentino al rilancio del Paese

“Il buon funzionamento del settore pubblico, lo ha detto recentemente il premier Draghi, è al centro buon funzionamento della società. Se il primo non funziona, la società è fragile. Ecco quindi l’importanza della pubblica amministrazione per il rilancio del Paese. Ci attendono dunque grandi sfide, oltre – come ci auguriamo – la fase emergenziale della pandemia: l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il rinnovamento delle pratiche pubbliche, l’innovazione, la spinta su reclutamento, competenze, ricambio generazionale e cultura manageriale, che ci aiuteranno a fornire servizi sempre migliori a cittadini e imprese. Una direzione di sviluppo fra l’altro che l’Autonomia trentina ha già iniziato a percorrere”. Sono le parole affidate dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti alla conclusione del convegno “Pubblica amministrazione e impiego pubblico: prospettive di riforma nel quadro delle iniziative di ripresa del Paese”. La due giorni di confronto (giovedì 1 e venerdì 2 luglio 2021) che ha reso Madonna di Campiglio e il Trentino un laboratorio di rilievo nazionale per pensare al rilancio del sistema Italia, nel superamento dell’emergenza Covid e in relazione alle riforme del PNRR.

All’appuntamento, organizzato dalla Corte dei conti, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e l’Apt di Madonna di Campiglio, hanno partecipato autorità, magistrati, parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari, tecnici ed esperti. La tavola rotonda che ha preceduto le conclusioni finali ha visto la partecipazione di Claudio Borghi, deputato, componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione di Montecitorio, Angelo Buscema, giudice della Corte costituzionale, Massimo Battaglia, segretario generale Confsal, Flavio Deflorian, rettore dell’università di Trento, Luca del Vecchio, direttore area scienze della vita e ricerca di Confindustria, Efisio Gonario Espa, coordinatore del dipartimento di economia della Scuola nazionale di amministrazione (Sna). In sala anche gli assessori provinciali Achille Spinelli (lavoro e sviluppo economico) e Roberto Failoni (artigianato, commercio, promozione, sport e turismo), nonché il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder.Nel suo intervento conclusivo, il presidente Fugatti si è soffermato sul contributo che possono dare i dipendenti pubblici per gettare le basi del futuro del Paese, nel confronto tra le istituzioni nazionali e la spinta all’innovazione perseguita dall’Autonomia. “Le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico sono centrali, come ha detto il ministro Brunetta al Festival dell’economia, dovranno necessariamente far parte di questo processo di crescita delle performance che riguarda tutto il sistema Paese”. Accanto all’innovazione nelle azioni e nei processi, ha aggiunto, saranno cruciali “i necessari interventi di semplificazione, che spingano i funzionari a compiere scelte tempestive e responsabili”. La valorizzazione dei dirigenti – ha continuato il presidente – la formazione diffusa, i nuovi modelli reclutamento, lo sviluppo di nuove competenze e il ricambio generazionale sono buone pratiche già percorse dall’Amministrazione trentina, che possono costituire degli spunti a livello nazionale. Fugatti ha quindi ricordato l’importanza dell’investimento nelle nuove forme di lavoro promosse dal progetto del distretto Trentino intelligente, su smart working e non solo: “Occorre  bilanciare queste nuove forme di prestazioni lavorative con l’obiettivo di garantire servizi sempre migliori a cittadini e imprese”.Il presidente ha infine ringraziato gli ospiti del convegno, “un evento di caratura nazionale, che il Trentino è orgoglioso di aver ospitato un evento di caratura nazionale e sul quale l’interesse da parte nostra continua”: “Con questo cruciale appuntamento, nel quale si è parlato di ripartenza post-Covid, di investimenti e innovazioni gestionali e nelle risorse umane, anche all’interno di regole e responsabilità chiare, credo che il Trentino abbia dato il proprio validissimo contributo ad un dibattito nazionale che riguarda il futuro di tutto il Paese e vede un ruolo di primo piano per l’Autonomia”.