Covid. Ristoratori italiani fanno causa alla Cina: “Non è un gioco né uno scherzo, i danni economici sono stati ingenti”

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I ristoratori italiani citano la Cina per i danni del covid. Il Movimento imprese ospitalità cita in giudizio il ministro della Sanità cinese per i danni causati dal ritardato allarme al mondo dell’epidemia esplosa a Wuhan.

Paolo Bianchini, presidente nazionale di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità, è intervenuto oggi ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus per spiegare le motivazioni di questa denuncia.

“Non è un gioco, non è uno scherzo, parliamo di attività e imprese che hanno perso denari importanti in questi mesi. L’avvocato ha fatto con noi un lavoro di ricostruzione temporale di quanto successo in questi 14 mesi. Qualcuno potrebbe dire che cerchiamo notorietà o altro, ma non è così. La questione è basata su un dato oggettivo: la mancanza di comunicazione in maniera tempestiva da parte della Cina di quello che stava accadendo” ha esordito Bianchini.

Dopo aver ricordato come negli Stati Uniti, con l’avvicinarsi di un tornado le autorità avvisino la popolazione in modo che si possa preparare all’arrivo dello stesso, il Presidente nazionale del MIO Italia ha aggiunto: “In questo caso, se la Cina avesse comunicato tempestivamente quello che stavamo per affrontare e avesse ad esempio chiuso i voli da e per l’Italia come ha fatto per i voli interni, la situazione magari sarebbe stata diversa. Perché la Cina ha chiuso i voli interni e non quelli internazionali? Non è un’azione velleitaria la nostra, c’è un dato oggettivo”.

Dopo essersi detto fiducioso che altre associazioni possano seguire l’esempio di MIO Italia e aver ricordato come col tempo la verità sulle responsabilità dello scoppio della pandemia verrà fuori, Paolo Bianchini ha concluso: “e non parlo dell’origine del virus, parlo del fatto che Cina sapeva e non ha comunicato quanto sapeva in maniera tempestiva. I danni economici sono stati ingenti. Io spero che il governo cinese venga ad un confronto aperto e costruttivo per far sì che il tribunale possa valutare e giudicare”.