Green Pass. Per il costituzionalista Politi: “Eccessivo scaricare sugli esercenti la responsabilità del controllo”

photocredit: istock

Il Professor Fabrizio Politi, docente di diritto costituzionale all’Università de L’Aquila, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus per parlare della possibilità che il Green Pass venga esteso per l’accesso a luoghi pubblici.

Il costituzionalista ha esordito proprio parlando di questa possibilità e affermando: “C’è un nodo da sciogliere che è quello dei vincoli che possiamo imporre al singolo. Non c’è nessun obbligo di vaccinarsi, però non vaccinandosi via via si adottano provvedimenti che limitano la libertà. Credo che debba esserci un principio di proporzionalità. Bisogna riflettere sulle ragioni per le quali chiediamo determinati vincoli. Quando guidiamo abbiamo determinati vincoli che limitano la nostra libertà per tutelare la sicurezza propria e degli altri. Il Green pass può essere utilizzato secondo i principi costituzionali in casi emergenziali, il suo utilizzo deve essere limitato nel tempo. Se serve per dare una risposta di sicurezza vicendevole non mi scandalizzerei, ma ripeto, deve essere una soluzione limitata nel tempo. Bisogna poi capire quali sarebbero i controlli sui green pass, se è un controllo di tipo formale, una sorta di autocertificazione oppure scarichiamo sull’esercente il dovere di verificare? In questo secondo caso sarebbe eccessivo”.

Successivamente Fabrizio Politi si è espresso anche in merito alla sentenza della Corte costituzionale spagnola che ha definito incostituzionale il lockdown, specificando: “Lo hanno dichiarato incostituzionale per un vizio di forma. Noi abbiamo registrato alcune sentenze di giudici di pace e altri tribunali, però la Corte costituzionale afferma che il quadro normativo è stato rispettato. Da un punto di vista di scala gerarchica, i provvedimenti limitativi adottati rispettano i principi costituzionali”.