“Informazione e somministrazione dei vaccini: al fine di garantire un elevato livello di adesione, si invitano gli Stati a una corretta campagna di informazione, soprattutto relativa alla non obbligatorietà del vaccino, alla sua sicurezza e ai possibili effetti indesiderati, in modo da assicurare una scelta consapevole e libera, senza alcuna forma di discriminazione o svantaggio per coloro che decideranno di non sottoporsi al vaccino, sottolineando che eventuali certificazioni vaccinali dovrebbero avere solo lo scopo di monitoraggio.

Consiglio d’Europa – Assemblea Parlamentare – risoluzione n. 2361/2021: considerazioni sulla distribuzione e somministrazione dei vaccini contro il COVID-19, cosa avevano scritto nel mese di gennaio scorso.

Nella risoluzione si sottolinea la necessità di attuare una forte cooperazione tra gli Stati, in quanto la campagna vaccinale raggiungerà la massima efficacia soltanto se la distribuzione dei vaccini sarà veloce e su larga scala. Viene richiesto agli Stati di predisporre un programma per la distribuzione dei vaccini a breve e a lungo termine, individuando le categorie prioritarie e senza trascurare coloro che, almeno nelle prime fasi, non potranno essere sottoposti a vaccinazione.

L’Assemblea dà indicazioni (non vincolanti) agli Stati rispetto a varie questioni:

– Produzione dei vaccini: si richiede che nelle fasi di sperimentazione si rispettino elevati standard di qualità, anche in termini etici; che le autorità preposte alla verifica e all’autorizzazione dei vaccini siano indipendenti; che si seguano gli effetti dei vaccini anche a lungo termine e su larga scala; che si istituisca un adeguato sistema di compensazione per i danni causati dai vaccini; che si elimini ogni ostacolo in termini di proprietà intellettuale alla produzione e alla distribuzione e si eviti ogni ingiusto arricchimento delle case farmaceutiche; 

– Allocazione dei vaccini: si richiede innanzitutto che venga rispettato il diritto di accesso alle cure mediche senza discriminazioni di alcun tipo; che la distribuzione tra gli Stati sia equa; che gli operatori sanitari in tutti gli Stati siano vaccinati prima dell’inizio della fase di vaccinazione di massa;

– Informazione e somministrazione dei vaccini: al fine di garantire un elevato livello di adesione, si invitano gli Stati a una corretta campagna di informazione, soprattutto relativa alla non obbligatorietà del vaccino, alla sua sicurezza e ai possibili effetti indesiderati, in modo da assicurare una scelta consapevole e libera, senza alcuna forma di discriminazione o svantaggio per coloro che decideranno di non sottoporsi al vaccino, sottolineando che eventuali certificazioni vaccinali dovrebbero avere solo lo scopo di monitoraggio. Scritto da Beatrice Carminati QUI.