La situazione del servizio postale a Primiero

Poste italiane arranca

Di fronte ai continui disservizi segnalati il Consiglier Alex Marini di Gruppo misto ha interrogato per avere contezza del servizio erogato effettivo in Primiero Vanoi e Mis.

Uffici postali chiusi e dipendenti mai riassunti. In taluni giorni la situazione pesa in modo evidente. Per l’inverno o l’ estate nessun cambiamento. Le poste sono l’ultimo baluardo di comunicazione nonostante internet. Un territorio senza copertura è abbandonato dalla distanza materiale con lo Stato. E non va bene.

La risposta di Walter Kaswalder: “Poste Italiane ha fornito chiarimenti circa i disagi arrecati agli utenti degli uffici postali del Primiero.”


“Poste Italiane, corrispondendo alla richiesta di chiarimenti, ha rappresentato che la situazione dei tre uffici postali presenti nel territorio del Primiero è in miglioramento per le seguenti motivazioni: la criticità relativa all’ufficio di Primiero San Martino di Castrozza è rientrata. Per
quanto riguarda tutti e tre gli uffici postali è stato stabilizzato ed esteso l’orario di un part-time con decorrenza 1° ottobre e sono state attivate due nuove assunzioni sempre dal 1° ottobre. Poste Italiane ritiene che sia stata data la stabilità necessaria al funzionamento di detti uffici posta.”

Cosa aveva inoltre evidenziato Marini e come mai le lamentele, su L’Adige.it, 14 marzo 2019: “La situazione delle poste locali non è di certo migliore nelle altre zone di Primiero Vanoi e Mis, da
tempo, anche in piena stagione, a San Martino di Castrozza opera un solo dipendente, e per inciso, si tratta di un territorio dove peraltro negli anni scorsi si è registrata tra le banche, la chiusura dello
sportello storico di Unicredit, mentre è ancora in servizio la Cassa rurale; nel 2015, le Poste avevano chiuso invece l’ufficio di Caoria, in una zona di grande importanza per i residenti del comune di Canal San Bovo; anche a Mezzano la situazione appare critica in quanto prima degli ultimi pensionamenti, erano in
servizio due persone, oggi invece opera solo una sportellista, nonostante la mole di lavoro e l’elevato numero di abitanti; in pensione anche l’impiegata di Canal San Bovo e Prade.”