Nicolini (M5S): “Stop ai cambi di destinazione dei nostri boschi”

Negli ultimi decenni, nel territorio altoatesino, si sta assistendo – a detta di Diego Nicolini, Consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle – a una trasformazione continua e progressiva delle superfici boschive, convertite in aree produttive per scopi puramente economici, come a esempio per la realizzazione di aree dedicate al pascolo o al verde agricolo.

Ancora peggio – continua il Consigliere pentastellato – viene dedicato a piste da sci, zone industriali o residenziali“. Gli ultimi dati a disposizione rilevano che i disboscamenti avvenuti negli ultimi anni si siano più che raddoppiati in confronto al decennio scorso: un dato della rilevazione ufficiale agraria e forestale della Provincia Autonoma di Bolzano risalente al 2016 stima un “picco” di 284 ettari disboscati.

Il valore di mercato attribuito ai boschi purtroppo è piuttosto basso, perché non si tiene minimamente in considerazione l’aspetto ecologico/ambientale del luogo stesso provocando ripercussioni sempre più impattanti sul territorio in termini di riscaldamento globale, danni alluvionali, inquinamento” prosegue Nicolini, asserendo che una giustificazione a queste decisioni intraprese dalla politica altoatesina è stata sempre la capacità del bosco di aumentare in quota, recuperando così il terreno dissodato più a valle. “In realtà, la definizione di ‘crescita’ delle superfici di bosco a elevate altitudini pare essere stato stabilito attraverso l’applicazione di parametri tecnici inusuali, secondo i quali i prati e i pascoli vengono considerati come ‘boschi’” sostiene Nicolini, aggiungendo che la qualità biologica è proporzionale all’altitudine delle aree boschive, tanto che la biodiversità del fondovalle risulta molto più ricca e rigogliosa rispetto a quella di alta montagna.

Questo appare, secondo il Movimento 5 Stelle e il suo Consigliere, in aperto contrasto con una gestione sostenibile del suolo, tema invece promesso dalla Giunta Kompatscher come prioritario nell’opera di Governo. Risulta così necessario un intervento, spinto dalla mozione presentata da Nicolini, per rivalutare in senso più restrittivo le trasformazioni da bosco ad altro tipo di destinazione, utilizzando un sistema di calcolo chiamato LAFIS, considerato più adeguato per analizzare l’anagrafica del territorio e garantire più coerenza con la reale situazione dei suoli.

Considerato che ci troviamo in una situazione ambientale sempre più a rischio, abbiamo proposto un nuovo piano di azione per la tutela dei nostri boschi. In primis vanno rivalutati i cambi di destinazione, adeguando l’anagrafica del territorio alle schede LAFIS – Sistema Informativo Agricolo e Forestale, indicando una cartografia precisa, reale e aggiornata degli appezzamenti terrieri, mentre i piani paesaggistici contengono numerosi piccoli errori. Suggeriamo poi di attuare una moratoria a tempo determinato dei cambi di coltura e di indicare una quota massima annuale di bosco da destinare ai cambi coltura. Attualmente non esiste un limite o una quota, ma solo una valutazione caso per caso: considerato ciò, è bene definire delle linee guida molto restrittive per i cambi coltura da bosco ad altre qualità di superfici. Ci auspichiamo che attraverso queste indicazioni si possa finalmente dare dei limiti concreti al disboscamento per migliorare le condizioni climatiche già aggravate da tempo” conclude Nicolini.