Meeting di Rimini 2021

Il coraggio di dire Io

IO, FEDE E SFIDA DELLE CULTURE

Due giovani e coraggiosi protagonisti della vita della Chiesa nel mondo, Adrien Candiard, membro dell’Institut dominicain d’études orientales (IDEO) e Agbonkhianmeghe E. Orobator, presidente della Conferenza dei gesuiti dell’Africa e del Madagascar (JCAM).

Orobator: “Un proverbio africano dice che un leopardo non perderà mai le sue macchie, a prescindere dalle volte in cui attraverserà il fiume. Così io non ho abbandonato le mie origini spirituali animiste quando mi sono convertito al cristianesimo, anzi l’ho approfondita. Solidarietà, fraternità e ospitalità sono i tre principali valori che in me derivano dall’animismo. Il coraggio di dire ‘io’ significa che sono legato agli altri e alla natura: ‘io sono perché noi siamo’.

Candiard: “Quando i miei superiori mi hanno mandato al Cairo, ho pensato di essere in esilio, ho scoperto invece di essere stato mandato al centro della missione della Chiesa. Perché il dialogo più interessante è quello che Dio ha col mondo. La nostra missione non è tanto affermare le posizioni della Chiesa, ma è servire Cristo, che ci precede sempre e parla al cuore di ogni uomo, attraverso l’esperienza di ognuno. La mia missione è aiutare i musulmani a sentire la voce di Dio nella loro religione. La difficoltà più grande che incontro in questo è che si tratta di una cultura che si è costruita in opposizione con l’occidente cristiano e viceversa. La diffidenza con cui ci si guarda impedisce di far incontrare Cristo. La sola strategia possibile è il disarmo: uscire dalla nostra cittadella minacciata e accettare un dialogo vero che parte con l’ascolto.
Per far conoscere Cristo occorre l’amicizia con l’altro. Il problema è che tante volte noi cristiani vogliamo prendere il posto di Dio, e questo ci impedisce di essere noi stessi e fare la nostra parte. (AC)