Aggressioni No Vax ai giornalisti. Il Presidente di FNSI chiede maggiori tutele: “meno solidarietà, più fatti”

Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Il Presidente di FNSI, è intervenuto principalmente per fare il punto della situazione sulle aggressioni avvenute nei confronti di alcuni giornalisti da parte dei No Vax, affermando: “Nelle manifestazioni in cui si protesta contro la dittatura sanitaria ci sono bandiere fasciste, questa è una contraddizione. Le minacce nei confronti dei cronisti aumentano. Qui non è in discussione la libertà di manifestare né la libertà di opinione, qui il problema è che si indicano come bersagli i cronisti che tentano di raccontare, questo è intollerabile”.

Proseguendo nel suo accorato intervento, Giuseppe Giulietti, si è rivolto alle istituzioni italiane invitandole a prendere provvedimenti, aggiungendo: “Le istituzioni italiane sanno chi sono queste persone, alcuni sono pregiudicati noti a tutti, non capisco perché continui questo sport. La solidarietà dalle istituzioni ai giornalisti aggrediti arriva sempre, ma tutti i provvedimenti per tutelare la libertà di informazione sono ferme da anni in Parlamento. La norma per le querele bavaglio non viene approvata da anni e allora mi viene da pensare che serva proprio a qualche politico. Mattarella a giugno ha richiamato l’attenzione sulle norme a tutela dei cronisti, mi attendevo il giorno dopo almeno una risposta del Parlamento, non hanno risposto neanche al Presidente della Repubblica”.

Infine, concludendo, il Presidente di FNSI, ha espresso le proprie considerazioni in merito ad un eventuale intervento diretto del Premier Mario Draghi affinchè tali provvedimenti possano essere presto approvati: “Vorrei che il premier Draghi intervenisse e chiedesse al Parlamento di procedere all’approvazione di questi provvedimenti. Meno solidarietà e più fatti, più norme. In questo momento c’è un grandissimo fastidio nei confronti dei cronisti, si preferisce la rete, ma una rete senza domande, una rete dove persone improvvisate spesso senza nessun titolo e competenza discettano di tutto. L’esistenza di cronisti che vanno a fare domande e documentano diventa qualcosa di insopportabile per le oligarchie di ogni tipo.”