Operatori non vaccinati, l’Amministrazione monitora le eventuali criticità per le Rsa pubbliche e private

Nessun impatto critico per le strutture sul territorio trentino in relazione al personale non vaccinato e una situazione che nel complesso si mostra migliore rispetto a quanto inizialmente prospettato nelle settimane scorse. È quanto emerso dal nuovo confronto sul tema degli operatori non immunizzati dal Covid nelle Apsp trentine. Un ulteriore momento di approfondimento, questa volta con i rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori, che segue il punto fatto la settimana scorsa tra Provincia, Azienda sanitaria, Upipa e Spes.
Al termine del confronto, che ha toccato anche i temi del fabbisogno di personale e i contratti, l’assessore provinciale alla salute ha parlato di un momento utile per un chiarimento delle reciproche posizioni. L’assessore ha accolto positivamente le iniziative messe in campo da alcune sigle sindacali a favore della vaccinazione e ha sollecitato tutte le organizzazioni a partecipare attivamente alla promozione della campagna, nell’importante ruolo di intermediazione con i lavoratori. Il modo migliore per invitare ad aderire chi ha paura o nutre delle perplessità – è stato ribadito – è illustrare, sulla base delle valutazioni mediche e scientifiche, cos’è la vaccinazione. Nella convinzione che dal successo della campagna passi la possibilità per tutta la comunità trentina di ripartire, di riprendere pienamente le attività, anche in previsione del prossimo autunno-inverno.

All’incontro in videoconferenza hanno partecipato il dirigente del Dipartimento salute Giancarlo Ruscitti e del direttore dell’Unità operativa di supporto Rsa dell’Apss trentina Enrico Nava.

In apertura l’assessore ha sottolineato la valenza delle risposte messe in campo in collaborazione tra l’Amministrazione provinciale e l’Azienda sanitaria per rispondere a quanto evidenziato dalle Apsp in relazione ai timori sull’impatto del personale non vaccinato sull’offerta agli utenti. La situazione delle vaccinazioni per gli operatori sanitari, è stato chiarito, viene costantemente monitorata da Apss, mentre restano aperti i tavoli tecnici con le strutture sulle eventuali modalità di supporto a livello organizzativo, al fine di garantire la migliore offerta possibile agli ospiti delle strutture.

Un obiettivo che secondo la valutazione offerta da Nava ai sindacati risulta attualmente centrato. Si conferma dunque la valutazione effettuata la scorsa settimana. Secondo il responsabile la situazione di pressione legata ai non vaccinati nelle strutture è stata limitata. I numeri aggiornati vedono il coinvolgimento nelle lettere di sospensione inviate dall’Apss per una dozzina di infermieri, 9 terapisti della riabilitazione e di qualche decina di operatori socio-sanitari-Oss. Numeri nel complesso contenuti e che non hanno decretato particolari problemi organizzativi nelle Rsa sul territorio.

Rivolto ai sindacati, il dirigente Ruscitti ha precisato come il Trentino sia stato il territorio che ha puntato di più sulla modalità del dialogo e del confronto per sensibilizzare gli operatori sul tema della vaccinazione anti-Covid.

Il confronto con i sindacati ha toccato anche gli altri aspetti per le Aziende pubbliche di servizi alla persona. Riguardo al fabbisogno di personale, l’Amministrazione provinciale ha sottolineato gli investimenti messi in campo per aumentare l’offerta formativa rivolta ai nuovi infermieri e Oss, anche in collegamento con la nuova Scuola universitaria di medicina.

In generale da parte dell’Amministrazione verrà fatto tutto il possibile per sostenere le Apsp sul territorio, per evitare che eventuali difficoltà presenti e future delle strutture possano riverberarsi sugli ospiti.(sv)