ADUC: vivere con meno social?

Innegabilmente i social sono importanti, podio di tutti coloro che altrimenti non avrebbero voce se non nei limitati rapporti personali, veicolo di informazioni interpersonali. Poi ci sono gli aspetti negativi, noti a tutti. I più determinanti: le fake news e la dipendenza. Tutto questo avviene in un contesto in cui i proprietari di questi social dispongono dei nostri dati e mediano la fruibilità del loro servizio rispetto al proprio business.
Ieri per alcune ore abbiamo avuto la tangibilità di cosa è la nostra vita senza i social. E’ “andato giù” uno dei più importanti, il gestore Facebook, Instagram e WhatsApp.

Niente di drammatico per noi utenti, qualche ora senza ci è forse servita per affollare altri social (Twitter soprattutto, su cui si è notata una certa migrazione di partecipanti che in genere lo usano meno) o per dedicarci a noi stessi con la fisicità dei rapporti umani e la tangibilità degli strumenti di informazione (libri e giornali cartacei)… ma pur sempre con tutta la Rete a disposizione, anche se in modo più faticoso per chi è abituato a certe tecnicità.
Ma l’occasione per comprendere, aggiornare se stessi a partire da riflessione senza immediatezza di esternazione, forse serve a dimensionare il nostro rapporto con questo strumento di comunicazione e informazione. Facciamone tesoro.