Del Debbio: “Il moralismo è una forma di conformismo. Un giudizio con affermazioni ingiustificate”

Il ragionamento morale abbisogna di principi, conoscenza, applicazioni

“L’ETICA ECONOMICA DEI DIRITTI. Paradigmi, principi, applicazioni”, pubblicato da Rubbettino Editore di Paolo Del Debbio, presentato ieri presso Lodi nella Sala Carlo Rivolta con Markus Krienke e Fabio G. Angelini è un libro che riunisce una raccolta di scritti e di appunti delle dispense dei corsi di Economia TENUTI dal professore allo IULM e che punta a dare delle coordinate per imparare a parlare di economia e di etica, senza fare moralismo.

Da tempo si fa un gran parlare del rapporto fra etica ed economia, ma in modo spesso superficiale e retorico. In questo libro ci si sforza di delineare le caratteristiche del discorso etico, il meccanismo di funzionamento dell'economia, possibili principi etici condivisibili da molti (etica dei diritti), possibili applicazioni a vari settori della realtà (dalla finanza internazionale al mercato del lavoro). Il libro nasce nelle aule dell'Università IULM di Milano per gli studenti del corso Etica ed economia, ma affronta temi che possono essere di interesse ben più generale.

Il tema sviluppato nel libro spiega il rapporto tra etica ed economia, dando spunto alle riflessioni che scaturiscono come criteri per valutare il ragionamento morale”.

Ospite del Comune di Lodi nella rassegna di presentazione di libri “Riflessioni in Comune”, introdotto dal Vicesindaco Lorenzo Maggi, il professor Paolo del Debbio ha parlato del suo ultimo lavoro, un libro in cui si fa una sorta di chiarimento per dare una chiave di lettura non demagogica o moraleggiante del mercato e dell’economia. Paolo del Debbio spiega come l’idea della vulgata su alcune parti politiche, prevalentemente quelle legate alla chiesa e quelle liberiste, sia assolutamente deviata da una conoscenza pressapochista.

“Il libro è frutto di 13 anni di insegnamento, scritto per coprire la mancanza di opere complete, in italiano, ma anche in inglese, per insegnare a ragionare e a dare un giudizio morale con una logica. Chi emette un giudizio senza conoscere la materia e senza esplicitare i propri principi, causa disastri!” Paolo del Debbio è intervenuto sottolineando la grande importanza di andare oltre alla descrizione comportamentale delle persone o la descrizione delle cose: i ragionamenti che si basano su semplificazioni hanno delle carenze, non possono essere ben fatti e nemmeno chiarificatori per andare a capire quali sono i problemi e come risolverli.

NON ESISTE UNA SOCIETA’ DI UGUALI

“I tentativi di formare una società di eguali indefettibile sono falliti miseramente! Per andare oltre questa situazione serve, invece, ragionare!”

IL MERCATO RISPONDE ALLA DOMANDA NON AI BISOGNI Einaudi

“Se una persona ha un bisogno essenziale – ad esempio uno dei diritti umani, come quello di disporre del minimo per non patire la fame – o lo trova per donazione, oppure lo deve comprare. Il mercante non regala quello che vende, risponde alla domanda di chi è solvibile. Le politiche sociali devono rispondere a chi è involontariamente disoccupato e di chi ha bisogni essenziali e non ha modo di soddisfarli.”

ESSERE AUTONOMI E’ ESSERE NON DIPENDENTI DA QUALCUN ALTRO

“Il lavoro è la forma primaria di dignità delle persone e di risposta al bisogno. Con il lavoro e con il reddito percepito si arriva a una risposta che garantisce anche la libertà. L’ignoranza travalica la sopportabilità umana quando si arriva a giudicare persone come Benedetto Croce o come Luigi Einaudi, o come i grandi liberali europei che hanno – come Milton Friedman – definito che, senza un reddito, non esiste dignità e libertà. Sono certamente diversi i modi in cui i liberisti hanno letto delle soluzioni, ma non è vero che nella scuola liberale non c’è attenzione alla povertà ed alle classi disagiate.”

Secondo il professor del Debbio tra le cose più pericolose e più sbagliate che vengono dette sono quelle dove si condannano le idee per via delle ideologie. Si sente dire ad esempio che la Chiesa condanna il mercato in favore della giustizia, laddove sono stati i religiosi i primi fondatori del mercato così come lo conosciamo, istituti di credito, diritto commerciale internazionale e i diritti economici sono stati studiati per primi da religiosi, francescani, gesuiti, domenicani – teologi –  che studiavano con attenzione l’economia, senza cadere nella tentazione di mescolare gli argomenti declinandoli a piacere.

Il sistema di distribuzione della ricchezza attuale, in occidente, è stato studiato per essere il più adeguato e non per essere il meccanismo peggiore dei possibili. Non bisogna mescolare economia e moralismo.”

LE UTOPIE MODERNE

Secondo il professor Paolo del Debbio il fiorire delle utopie e dei moralismi è dannoso, crea illusioni, insoddisfazione e violenza. Esiste quindi tutta una serie di argomenti sulle quali porsi alcune domande quando ci si attende di ascoltare il parere di qualcuno: la prima è capire quali sono i principi di questa persona, poi bisogna capire se conosce la materia, infine se quello che dice ha presente il meccanismo delle cose.

(MC)

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Giornalista scientifica, scrivo per Donnissima, già direttrice di Liberalcafé. Studentessa di Filosofia a indirizzo storico presso l'Università degli Studi di Trento.