Il Punto nascite di Cavalese, di Luca Guglielmi

L'esperienza diretta

Da alcuni giorni a questa parte è ritornato in auge il dibattito sul nuovo ospedale di Cavalese.

Alcuni miei colleghi, dimostrando poca conoscenza dell’argomento, o per speculazione politica, hanno preso più volte posizione rimarcando la necessità di ristrutturare l’edificio esistente a salvaguardia di consumo del suolo derivante dal nuovo edificio oggetto di analisi e verifica da parte del NAVIP. Fin qui tutto benissimo. La dialettica politica è lecita, le posizioni di pensiero, ancorché non condivise, auspicabili; ciò che fatico a comprendere, condividere e giustificare è la costante messa in discussione, da parte soprattutto di forze politiche che hanno governato il Trentino fino a l’altro ieri, del presidio ospedaliero di Cavalese.

Parlo per esperienza personale. Sabato notte, con due settimane di anticipo e senza avvisaglie, la mia compagna ha iniziato ad avere le contrazioni pre parto. Solo grazie all’ottimo servizio dei volontari della croce bianca di Canazei ( che ci hanno supportato nei primi momenti), alle perfette condizioni atmosferiche che hanno consentito all’elisoccorso di poter decollare da Trento con il supporto dei Vigili del Fuoco di Canazei, il nostro bambino è nato in piena sicurezza presso il punto nascita di Cavalese. Non voglio nemmeno pensare a cosa sarebbe potuto succedere se, come è più volte accaduto, per  una nevicata o per scarsa visibilità , o ancora se non fossimo stati assistiti dall’ostetrica di turno che ha ben capito la situazione ed ha optato per Cavalese: il parto in casa? Il parto in ambulanza in una piazzola a bordo strada? 

Non è mia consuetudine rendere note le mie vicende private, ma in questo caso, solo in questo caso, mi corre l’obbligo di rimarcare quanto provvidenziale sia stata la decisione di riaprire il punto nascite di Cavalese, di ringraziare tutti coloro i quali hanno combattuto affinché ciò accadesse, ed in conclusione, non per importanza, tutte le fantastiche figure professionali che ci hanno amorevolmente seguiti (anche nei giorni seguenti al parto) in questa improvviso bellissimo avvenimento.

Concludendo, al di là delle valutazioni sul futuro dell’Ospedale di Cavalese ed avendo vissuto  all’inizio della pandemia COVID, il travaglio di un parto a Trento, mi auguro che l’amministrazione provinciale continui ad investire anche in risorse umane e professionali destinate a qualificare ulteriormente il Presidio sanitario di Cavalese. A quella parte di politica trentocentrica che ha guidato la Provincia fino alla scorsa legislatura consiglio di mettersi nei panni non di “politica” o di “politico” ma di “madre” e “padre” e quindi di capire finalmente che investire in questi servizi non è sperpero di denaro ma investire nel Trentino del domani.

Luca Guglielmi 

Consigliere provinciale ladino