Commercio fiori di abusivi. La consigliera Zanetti: “un danno per le attività, quali regole?”

Quale tipo di organizzazione alimenta e regola un tale commercio?

Silvia Zanetti
Silvia Zanetti in seduta al Consiglio comunale nel primo ritorno in presenza post pandemia

Ormai da moltissimi anni si nota la presenza costante di soggetti che per le vie di Trento propongono l’acquisto di fiori. Per la Consigliera Silvia Zanetti, che definisce questa pratica come “un simpatico costume, anche romantico, al punto da diventare una vera e propria usanza quotidiana”, tuttavia, risulterebbe concorrenziale.

Tale tipo di commercio, secondo Zanetti, si pone chiaramente quale “alternativa, anche concorrenziale, all’attività degli esercizi commerciali e dei vivai specializzati nel settore”. La richiesta al Sindaco e alla giunta appare dunque chiara: “andrebbe verificato quale tipo di organizzazione alimenta e regola un tale commercio, – precisa la Zanetti – considerando non solo le modalità di acquisto mattutino dei mazzi di fiori da parte dei venditori (da chi, dove e come), ma anche il post-vendita (incasso)”.

Insomma, tale fenomeno, (della vendita di piante e fiori, ndr.) è presente tutto l’anno, “con un significativo incremento in occasione di certe ricorrenze, come ad esempio quella imminente della commemorazione dei defunti”. Un incremento che dunque danneggerebbe chi, regolarmente, detiene una attività, con tutti gli onori e gli oneri del caso.

Per tali motivi, ribadisce la Zanetti in una nota stampa, allegando poi l’interrogazione presentata in giunta, “è di primaria importanza comprendere se ed in che modo l’amministrazione comunale abbia provveduto o intenda provvedere ad adottare azioni o interventi volti ad accertare come è regolato, anche dal punto di vista fiscale, tale commercio”, conclude.