SCIOPERO Ideal Standard, lo stabilimento chiude: 500 dipendenti senza lavoro

L’Ideal Standard di Trichiana è sul mercato. Ovvero chiusa entro fine anno, con poco meno di 500 posti di lavoro. E’ la comunicazione arrivata dal fondo australiano Anchorage, che nel 2014 aveva sostituito gli americani di Bain Capital, i quali si erano portati a casa l’industria bellunese, chiudendo quella di Orcenico, in provincia di Pordenone.

Dopo la comunicazione al Mise delle intenzioni dell’azienda, i sindacati hanno proclamato 16 ore si sciopero per giovedì 28 e venerdì 29 con picchetto all’entrata e assemblea domani alle 11.30 nel piazzale interno alla fabbrica.

Nell’incontro tenutosi oggi mercoledì 27 ottobre al Ministero dello Sviluppo economico, Ideal Standard ha comunicato quanto già deciso e pianificato da tempo e che sino ad oggi si era ben guardata dal confermare. Nessun piano industriale per il sito di Trichiana, ma anzi la comunicazione di voler cessare le attività produttive nell’arco dei prossimi mesi. L’azienda e i dirigenti – mercenari che la rappresentano mostrano il loro vero volto e dopo mesi di menzogne sono costretti ad ammettere la verità di quanto denunciato più volte dal Sindacato e dalle Istituzioni tutte. Abbiano chiaro più di sempre che Trichiana non si chiude e deve iniziare una trattativa che deve portare alla continuità del sito come chiesto già oggi dal Sindacato, dalla Regione Veneto e dal Governo. Scrive Femca, Filctem e Uiltec.

Per chi non lo avesse conosciuto si tratta di un complesso produttivo di ceramica dolomiti che ha prodotto prevalentemente arredo bagno, ma anche altri componenti per la casa.