Barriere architettoniche alla riunione sul clima: la ministra israeliana rimane fuori dal Cop26

In questi giorni a Glasgow, nel Regno Unito, si sta tenendo il Cop26, la Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Un appuntamento di decisiva importanza, che fa seguito al G20 tenutosi a Roma e che vede coinvolte le maggiori potenze economiche e politiche del mondo.

Tuttavia la riunione, che ha preso il via domenica 31 ottobre, ha visto già qualche problema: molto grave, per esempio, è stata la mancata partecipazione di Karine Elharrar, Ministra dell’Ambiente di Israele. Un boicottaggio? Al contrario, la Ministra non è riuscita a entrare.

La Elharrar, infatti, soffre di distrofia muscolare ed è costretta alla sedia a rotelle. Peccato che l’edificio ospitante non fosse accessibile alle persone in carrozzella. Stando all’ufficio stampa della ministra, gli organizzatori del Cop26 hanno bloccato per due ore il veicolo col quale è arrivata la Elharrar, non permettendole di entrare nel compound.

A questa brutta figura, si è aggiunta una seconda gaffe degli organizzatori, che hanno proposto una navetta alternativa che però non è risultata idonea al trasporto delle persone in sedia a rotelle. “Una condotta scandalosa, che non sarebbe dovuta avvenire” ha affermato la ministra prima di tornare nel suo albergo di Edimburgo.

Ora la politica britannica sta cercando di rimediare: l’ambasciatore inglese in Israele Neil Wigan ha chiesto personalmente scusa alla Elharrar per l’incidente, il Premier Boris Johnson ha disposto che la Elharrar sia presente all’incontro di oggi tra il Ministro dell’Ambiente britannico Naftali Bennet e il governo inglese, mentre il Ministro Bennett ha espresso la volontà di far viaggiare l’auto della Elharrar insieme al proprio convoglio ufficiale, così da raggiungere senza problemi l’area del summit.

Una “pezza”, quella messa dagli inglesi, che però lascia scoperto un grave problema: in una conferenza in cui si vuole un uomo a misura di mondo, non si riesce ancora a ipotizzare un mondo a misura d’uomo.