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Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, commemorazione dell’anniversario dell’eccidio di Culqualber e della Giornata dell’Orfano

La Vergine Maria fu proclamata Patrona dell’Arma, con il titolo di “Virgo Fidelis”, nel 1949, da Papa Pio XII, il quale, ispirandosi al motto dei Carabinieri “Nei secoli fedele”, ne fissava la celebrazione proprio il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della Battaglia di Culqualber, fatto d’armi in cui l’eroismo, fino alla morte, del 1° Battaglione Carabinieri Reali mobilitato in Africa Orientale, composto da due Compagnie Carabinieri che, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare. Quei carabinieri, al fine d’impedire che l’esercito britannico facesse prigionieri i civili italiani che si stavano imbarcando per rientrare in Italia, combatterono fino all’ultimo uomo contro forze infinitamente superiori.

Ricorre oggi anche la giornata dell’orfano, occasione per ricordare i commilitoni che ci hanno lasciati e per prendersi cura dei loro figli. L’Arma dei Carabinieri ha fondato per questo già nel 1948 l’ONAOMAC, Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri, che assiste i figli dei militari deceduti aiutandoli economicamente nel percorso scolastico e anche organizzando vacanze studio e gite d’istruzione.

Domani, i Carabinieri di tutta Italia celebrano la “Virgo fidelis”, Patrona dell’Arma e ricordano l’80° Anniversario della difesa del caposaldo di Culqualber, nel 1941 in Africa orientale, quando il 1° Battaglione Carabinieri Zaptiè mobilitato, si sacrificò quasi totalmente per agevolare la manovra di sgancio delle forze in italiane in ritirata. Con pari emozioni si celebra anche la “Giornata dell’Orfano”, che tutti gli anni rivolge un’affettuosa e avvolgente attenzione a tutti i figli -di quei Carabinieri, prematuramente caduti e scomparsi- che sono stati privati dell’affetto paterno, per la tragica evoluzione degli eventi e devono sopportare un grande e iniquo dolore; adolescenti e giovani, che hanno diritto a sentire di non essere comunque lasciati soli.

Ieri, nella chiesa di “Maria Ausiliatrice” del capoluogo, l’Arcivescovo Metropolita di Trento, Mons. Lauro TISI, ha celebrato la santa Messa in onore della Patrona, officiata per il secondo anno consecutivo e in ragione della contingente situazione pandemica, alla sola presenza dei Carabinieri del Comando Provinciale e dei rappresentanti dell’Arma in congedo.

Le tre ricorrenze, da sempre accomunate dall’etica del dovere, ci richiamano fortemente ai valori, su cui si fonda la nostra Istituzione, che sempre conservando la semplicità dei gesti quotidiani, intende operare con attenzione e vicinanza al prossimo, nel solo intento di compiere ordinariamente e adeguatamente il proprio dovere, per garantire la sociale convivenza, con la serena coscienza di non fare nulla di speciale, nel diuturno silenzio. In alcuni passi dell’omelia l’officiante ha definito i Carabinieri, un corpo militare composto da uomini e donne animati da umanità e fedeltà, che assumono il ruolo di offrire speranza, attraverso un loro tratto tipico: la vicinanza. Ciò, per la peculiare attitudine a “farsi prossimo” e a difendere la Nazione, più che con le armi, con la vicinanza alla comunità e con la capacità di “ascoltare, mediare, confortare, arginare le tensioni, talvolta finanche facendosi carico delle fatiche sociali”. Nel cogliere l’auspicio di riuscire in questo alto compito, i militari hanno inteso ringraziare tutte le Istituzioni per la vicinanza dimostrata all’Arma, anche in questo ultimo anno, con l’augurio di potere presto tornare alla completa condivisione della ricorrenza.

Secolo Trentino