Green Pass. Roscioli (Federalberghi): “Prenotazioni ora stanno andando male, si è bloccato il meccanismo. Governo sta facendo comunicazione un po’ terroristica”

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Il presidente di Federalberghi Roma e vicepresidente vicario di Federalberghi, Giuseppe Roscioli,  è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus per parlare delle possibili criticità legate all’introduzione del Green Pass anche nel settore alberghiero.

Il vicepresidente vicario di Federalberghi ha esordito ricordando come il “super green pass” non valga per gli alberghi, per i quali rimarrà valido il green pass base, aggiungendo poi: Il super green pass non vale per gli alberghi, per gli alberghi c’è il green pass base, quello che è in vigore anche oggi, quindi possono entrare negli alberghi i vaccinati, i guariti e chi ha un tampone negativo”.

Proseguendo nel suo intervento, Giuseppe Roscioli, ha poi voluto esprimere il suo pensiero in merito all’organizzazione, specificando: “Ci sono ancora specifiche che devono essere chiarite, ma al momento sembra che le regole saranno uguali anche in zona gialla e arancione. Noi per 1 anno e 8 mesi siamo andati avanti senza green pass, un anno fa non c’erano i vaccinati e gli alberghi non avevano nessun tipo di restrizione, adesso in una situazione molto più tranquilla dal punto di vista dei contagi mettere il green pass per turisti italiani e stranieri mi sembra un’azione che il governo mette in atto per convincere tutti a vaccinarsi più che per una questione sanitaria. Anche perché negli alberghi non ci sono mai stati cluster”.

Infine, concludendo il suo intervento, l’esponente di Federalberghi ha parlato dei pericoli a cui questo tipo di comunicazioni governative possono portare: “Fare adesso questa comunicazione quando la gente ha già prenotato per le vacanze di Natale penso che crei confusione. Metà mondo che si è vaccinato con vaccini cinesi e russi l’Italia non lo riconosce. Le prenotazioni ora stanno andando male, si è bloccato il meccanismo. Il governo sta facendo una comunicazione un po’ terroristica, tutti a casa tutti fermi, ma se andiamo a confrontare i dati con quelli dell’anno scorso stiamo molto meglio”.