Irpinia: Fondazione Museo Storico del Trentino

Sono passati 40 anni dal terremoto che sconvolse le province di Avellino, Salerno e Potenza, causando 2.914 morti, 8.848 feriti e lo sfollamento di circa 280 mila persone. A rispondere all’urlo di aiuto e di dolore di una terra devastata dalle scosse di magnitudo 6.9, decimo grado della scala Mercalli, ci fu anche il Trentino, che con uno sforzo senza precedenti inviò in Irpinia numerosi vigili del fuoco volontari.

Il grande lavoro e lo sforzo che i trentini offrirono in quella tragica occasione è al centro di un filmato, dal titolo “Balvano 1980. Un viaggio nella memoria”, presentato questo pomeriggio a Vezzano, presso il Teatro Valle dei Laghi, nel corso dell’assemblea straordinaria dei comandanti dei corpi vigili del fuoco volontari del Trentino.

Il filmato, della durata di 40 minuti, è stato realizzato dalla Fondazione Museo storico del Trentino e racconta – attraverso video, fotografie e testimonianze – il grande impegno dei volontari trentini (alcuni presenti oggi all’assemblea e premiati) che accorsero in quei luoghi e che si adoperarono per settimane per ricostruire il paese e riportarlo alla vita. «Quello che presentiamo oggi – sono state le parole del presidente della Federazione, Giancarlo Pederiva – è un tassello di un più ampio progetto di valorizzazione della memoria storica e del grande lavoro dei vigili del fuoco volontari trentini intrapreso assieme alla Fondazione Museo Storico del Trentino. Un progetto che auspichiamo possa portare alla nascita di un museo dedicato al volontariato pompieristico trentino». Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore della Fondazione, Giuseppe Ferrandi, che ha sottolineato come il filmato dedicato all’aiuto trentino in Irpinia non rappresenti una mera operativa celebrativa, ma attiva; un’esperienza che ha fatto crescere una comunità e che continua a farlo tuttora. Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ricordando e ricollegandosi al recente intervento dei vigili del fuoco volontari in Sicilia, ha sottolineato la grande capacità insita nella comunità trentina di lasciare un’impronta in occasione di eventi calamitosi.

Dall’intervento in Irpinia a quello dei giorni nostri. Su questo si è concentrato il dirigente generale del dipartimento di Protezione civile trentina, Raffaele De Col, che ha ricordato come il Trentino sia atteso da un nuovo sforzo legato alla somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid, chiedendo ancora una volta la collaborazione, o meglio l’aiuto, dei pompieri trentini.
Erano le 19:34 del 23 novembre 1980 quando la terrà tremo violentemente per 90 secondi. Colpiti dalle immagini e dai servizi dei telegiornali, i vigili del fuoco volontari partirono immediatamente per l’Irpinia, arrivando già il giorno seguente a San Mango sul Calore, per poi spostarsi ed operare definitivamente a Balvano.
In quest’ultimo comune la situazione si presentava ancora più difficile rispetto alle altre zone interessate dal terremoto. La sera del 23 novembre, infatti, 400 persone si erano riunite nella chiesa Santa Madre Maria Assunta, radunate dal parroco don Salvatore Pagliuca, per la catechesi con i Padri missionari redentoristi. Quando la terra iniziò a tremare, il tetto della chiesa non resse e la conta dei cadaveri fu durissima: 77 vittime, di cui 65 bambini. Una generazione intera cancellata con un carico di dolore pesantissimo da portare.
Collegati da Balvano, hanno portato la loro testimonianza e rivolto un grande grazie al Trentino Ezio Di Carlo e Costantino Di Carlo, rispettivamente sindaco ed ex sindaco della città lucana. Per la Comunità della Valle dei Laghi presente invece il commissario Attilio Comai.

Accanto alla presentazione dell’atteso filmato, firmato dal regista Lorenzo Pevarello, l’assemblea straordinaria dì oggi ha visto la consegna della Fiamma d’oro per i 40 anni di servizio a 39 volontari e delle medaglie d’oro di lungo comando (20 anni) assegnate a 9 vigili/comandanti. A Vito Micheli, già ispettore del distretto Valsugana e Tesino, è stata invece conferita la medaglia d’oro della Federazione.
Spazio poi all’approvazione, da parte dei comandanti, di una modifica dello statuto della Federazione che introduce il bilancio triennale.