Obbligo vaccinale: ecco per chi scatta in Provincia di Trento all’interno dell’ambito sanitario

Dal 4 all’8 dicembre i centri vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari saranno aperti in via eccezionale dalle 6 alle 24 con l’obiettivo di arrivare a immunizzare oltre 100mila trentini. Con il decreto legge n. 172 del 26 novembre 2021 sono state definite le prossime scadenze in materia di “obbligo vaccinale”. Inoltre , a decorrere dal 15 dicembre 2021 la certificazione verde Covid-19 che attesta l’avvenuto completamento del ciclo vaccinale primario ha validità di 9 mesi anziché 12 come prevista da precedente normativa. Qui di seguito si riportano le regole per l’ambito sanitario, socio sanitario e socio assistenziale.  

Professionisti sanitari
Dal 15 dicembre 2021, i professionisti sanitari sono obbligati a sottoporsi alla dose di richiamo (cosiddetta III dose) se passati i 9 mesi dalla seconda dose. L’avvenuta dose di richiamo rappresenta requisito essenziale per l’esercizio della professione.Operatori di interesse sanitario (OSS – ASO – massofisioterapisti)
Dal 15 dicembre 2021, gli operatori di interesse sanitario sono obbligati a sottoporsi alla dose di richiamo (cosiddetta III dose) se passati i 9 mesi dalla seconda dose. L’avvenuta dose di richiamo rappresenta requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative.
Altri operatori
Dal 15 dicembre 2021, tutti i soggetti, che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa sono obbligati a sottoporsi al ciclo vaccinale primario e successivo richiamo:nelle strutture sanitarie di riabilitazione e lungodegenza post-acuzie, con inclusione di chi svolge attività lavorativa con contratti esterninelle altre strutture sanitarie autorizzate, a esclusione di chi svolge attività lavorativa con contratti esterninelle strutture socio sanitarie, con inclusione di chi svolge attività lavorativa con contratti esterninelle strutture socio-assistenziali, inclusi i servizi di assistenza domiciliare, compreso chi svolge attività lavorativa con contratti esterninelle strutture che a qualsiasi titolo ospitano persone in situazioni di fragilità, con inclusione di chi svolge attività lavorativa con contratti esterni;nonché il personale del soccorso pubblico (associazioni di volontariato per trasporto e soccorso sanitario convenzionate con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari).

ontinua il confronto fra la Provincia autonoma di Trento e i rappresentanti del Governo per garantire agli studenti trentini di poter utilizzare, anche dal prossimo lunedì 6, i mezzi di trasporto pubblici, coniugando sicurezza e “fluidità” nell’erogazione del servizio: questo a fronte delle recenti disposizioni normative e con riferimento ai controlli in capo alle Forze dell’ordine.
“E’ indubbio che la disciplina vigente pone qualche problema di applicabilità – ha detto Fugatti che si sta confrontando con gli organismi nazionali assieme agli assessori Bisesti e Gottardi -. In Trentino si stima che gli studenti attualmente non vaccinati siano circa 10.000. In ogni caso, se applicata con rigore dalla mattina del giorno 6, la normativa avrebbe un effetto molto impattante sui servizi di mobilità, sulla continuità scolastica e sulla vita delle famiglie.


L’obbligo di disporre di Green pass (avere quindi il certificato da vaccino o un tampone negativo) per numeri così elevati,  difficilmente potrebbe essere osservato al 100 per cento; basti pensare a chi vive in località periferiche o isolate ed alle enormi difficoltà a munirsi anche solo del tampone per la giornata di lunedì. Sono certo quindi che, pur se intenzionate a far rispettare la norma, le Regioni insisteranno nel chiedere che la disciplina venga modificata dal Governo. Le Forze dell’Ordine auspicabilmente concentreranno le loro energie soprattutto al fine di prevenire fenomeni di assembramento o di inadempienza rispetto all’obbligo di utilizzo della mascherina. Riteniamo al tempo stesso che il controllo del possesso del Green pass per chi utilizza il trasporto pubblico non potrà non tenere conto delle difficoltà che potrebbero incontrare alcuni studenti nell’osservare puntualmente la norma, a cui si sommerà quasi certamente una percentuale ‘fisiologica’ di inadempienze dovute alla giovane età. Il mio auspicio è che i nostri ragazzi possano affrontare le lezioni con serenità da lunedì,  in attesa di una riconsiderazione da parte del Governo, dell’impatto prodotto dalle recenti decisioni in materia sul  sistema famigliare, sanitario e didattico. Di  tutto questo ho discusso anche con il Commissario del Governo, che  ha confermato come non sia ancora del tutto chiarito se l’aspetto normativo vigente sarà quello definitivo, da qui al 31 dicembre e oltre”.
(mp)