A San Francisco stato di emergenza a causa delle defecazioni in luoghi pubblici

Il sindaco di San Francisco London Breed ha dichiarato lo stato di emergenza nel quartiere Tenderloin della città pochi giorni dopo aver annunciato una guerra al crimine, alla droga e alla defecazione pubblica e ai colpevoli dietro di loro.

“Simile alla Dichiarazione di Emergenza COVID-19 del Comune, questa azione eliminerà le barriere burocratiche, consentendo al Comune di rispondere rapidamente alle condizioni relative alla salute e alla sicurezza delle persone nel quartiere”, si legge nel comunicato, sostenendo che il La crisi degli oppiacei nella zona “mette a serio rischio la vita dei san franciscani”.

Per un luogo da sogno come la California questo è il tempo del fuoco e dei saccheggi. Le immagini apocalittiche, a rappresentare in maniera plastica il passaggio dal sogno all’incubo, confermano come un sogno sia diventato un incubo. Negli ultimi secoli è stata il punto più avanzato dello sviluppo del capitale. Prima con la corsa all’oro e poi con quella all’immaginario, dagli studios di Hollywood alle big tech della Silicon Valley, lo stato della West Coast è arrivato a valere da solo un quinto del Pil americano.

Le overdosi di droga a San Francisco sono aumentate bruscamente dalla metà degli anni 2010 quando il fentanil, un oppioide sintetico molto potente, si è infiltrato nella città.

Un record di 711 morti per overdose l’anno scorso, con il 2021 che si prevede scenderà leggermente al di sotto di quello, secondo un tracker del San Francisco Chronicle.

La dichiarazione firmata dal sindaco London Breed consente ai funzionari di aprire rapidamente rifugi e servizi di salute mentale aggirando le regole di zonizzazione, pianificazione e appalti.