Il Covid, la distruzione delle istituzioni e oltre

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Un’epidemia dalle misteriose origini, il forte rialzo dei prezzi delle materie prime, società occidentali sempre meno coese e più rancorose, divisive politiche che contrappongono Vax a No Vax, istituzioni vacillanti, il rischio di un’escalation militare all’orizzonte tra anglosassoni e cinesi. Come armonizzare questi fenomeni solo apparentemente slegati? Come trasformare in un’analisi razionale il diffuso senso di inquietudine? E dove si dirige l’Italia?

Preparare il terreno

Nel 1997 usciva negli Stati Uniti il libro “The Fourth Tourning” di William Strauss e Neil Howe, testo che ha avuto una certa fortuna negli ultimi anni, dopo che la stampa ha rivelato che Steve Bannon, il “consigliere speciale” dell’ex-presidente Trump, fosse un convinto assertore delle teorie dei due autori. Il libro afferma che la società anglo-americana si sviluppa lungo cicli secolari: come un serpente che si morde la coda nell’arco di un secolo, le società angloamericane nascono, crescono, maturano e muiono, per poi risorgere e iniziare un nuovo ciclo. Si tratta delle classiche teorie gnostico-massoniche, che già furono sviluppate in passato da diversi storici e filosofi. Pur riconoscendo che il testo sia un utile strumento per meglio comprendere la storia della società anglo-americana, bisogna però premettere che “The Fourth Tourning” non è affatto utilizzabile per leggere la politica internazionale (il nostro amato modello terra-mare è nettamente superiore sotto questo punto di vista), se non nella misura in cui il ciclo secolare delle nazioni anglosassoni influenza il sistema internazionale e si ripercuote nelle guerre ingaggiate dalle potenze marittime anglosassoni all’estero.

Secondo Strauss e Howe, i secoli americani si dividono in quattro fasi che, calate nel ciclo attuale, sono costituite da:

  1.  L’Ascesa (1946-1964);
  2.  Il Risveglio (1964-1984);
  3. Il Disfacimento (1984-2005);
  4.  La Crisi (2005-2030).

Gli autori sostengono che la società anglo-americana, come un organismo biologico, passa da una fase all’altra del ciclo, come la quattro stagioni si susseguono durante l’anno. In realtà, un’attenta analisi della storia rivela che, anziché essere naturale come sostenuto da Strauss e Howe, il passaggio da uno stadio all’altro è artificialmente indotto, ossia scientemente causato dagli stessi ambienti gnostico-massonici fedeli al modello ciclico e secolare della storia e fautori di un movimento perenne. In ogni caso, l’Inghilterra e gli Stati Uniti sono ormai entrati nell’ultima fase, quella della Crisi, in cui l’entropia ed il caos della società raggiungono lo zenit e mettono a repentaglio l’esistenza stessa delle istituzioni, obbligando, al termine di un violento e sanguinoso processo di purificazione,  a rifondare su basi nuove lo Stato, stabilendo una nuova gerarchia dei valori, una nuova estetica e un nuovo ordine sociale. La Crisi si suddivide a sua volta in quattro sotto-fasi:

  1.  Un fenomeno catalizzatore: una brusca rottura, un vallo, uno spartiacque;
  2. Una rigenerazione: la società è convalescente e inizia a dotarsi di nuovi strumenti per fronteggiare le emergenze. La forza materiale e spirituale della società si dirige verso il massimo.
  3. Un Climax: la società deve confrontarsi con un “tifone” o un “cataclisma”, normalmente, un collasso finanziario che spazza i resti del vecchio ordine.
  4.  una Risoluzione: la fase finale della Crisi coincide normalmente con una “guerra totale”, per usare la definizione di Howe e Strauss, alias una “guerra egemonica” per usare la definizione di altri storici, alias “un conflitto tra Terra e Mare per l’egemonia mondiale”, per adottare la definizione che ci è cara. In vista del duello per l’egemonia mondiale, gli USA si fanno più isolazionisti, ma più decisi ad aiutare alcuni alleati: tradotto in termini attuali,Washington si sfila dalla NATO e si concentra sul Five Eyes+India+Giappone.

Con incredibile “lungimiranza” (il libro è stato scritto nel 1997!), Howe e Strauss indicano una serie di fattori che potrebbero fungere da catalizzatori alla Crisi: un cyber-attacco che distrugge la pubblica amministrazione americana, un attacco terroristico con ordigni nucleari, un default sul debito pubblico americano, un’epidemia che sfocia in guerriglia urbana sull’onda della quarantena, un conflitto ai confini della Russia. Il Covid, l’epidemia sviluppatesi tra l’estate del 2019 e la primavera del 2020, è stato l’evento catalizzatore. Le violenze politiche post-pandemia, i cortei No-Vax, l’assalto agli edifici pubblici sono i segnali di un collasso delle istituzioni e l’inizio di un incerto periodo di transizione.

Il Climax, secondo Howe e Strauss, sarà costituito dalla “Grande Svalutazione”, ossia un crollo verticale dei mercati finanziari che falcidierà la classe media, favorendo il compattamento della società attorno a nuovo Roosevelt e ad uno nuovo New Deal, più o meno autoritari. Come abbiamo più volte evidenziato nelle nostra analisi, 13 anni di politiche monetarie ultra-espansive (2008-2021), hanno portato spinto alle stelle le azioni e schiacciato al pavimento i rendimenti delle obbligazioni: la “fiammata d’inflazione” post-Covid, generata in maniera artificiale, fornirà probabilmente alla FED il pretesto per il rialzo dei tassi, innescando così quella Great Devaluation che dovrebbe essere il fulcro della crisi. Grandi lavori infrastrutturali, un nuovo spirito marziale e la mobilitazione quasi totale del fattore lavoro (specie dei maschi nati tra gli anni ‘80 e ‘90 che costituiranno il nerbo della forza industriale e militare nella fase del riarmo), dovrebbero infine accompagnare il mondo anglosassone verso la guerra egemonica. Howe e Strauss non si sbilanciano nel 1997 sugli schieramenti della prossima guerra totale, ma nel 2021 è ormai evidente: Five Eyes + Francia + India + Giappone contro Russia, Cina, Iran e probabilmente Germania.

Gli autori ammettono che “la risoluzione” non implica affatto per gli angloamericani la vittoria: al termine del secolo americano (1946-2030), gli USA potrebbero essere sconfitti, iniziando quindi un nuovo ciclo come nazione subalterna o addirittura smembrata. Ciononostante, l’intera opera è chiaramente concepita per consigliare come sfruttare al meglio questa dinamica storica che l’élite massonica anglo-americana guida e sviluppa con ritmo secolare. Il catalizzatore della Crisi, il Covid, è infatti uscito dai laboratori americani; il climax della Crisi, il prossimo crollo dei mercati azionari, sarà certamente orchestrato dalla City e da Wall Street. Ed il resto del mondo, come si colloca in questo quadro? Come si aggancia al ciclo secolare americano?

In questa sede, prenderemo in considerazione solo l’Italia. In quanto nazione sconfitta nel 1945, l’Italia è stata perfettamente “sincronizzata al secolo angloamericano”: anzi, in quanto nazione vinta ed in perenne concorrenza con gli anglosassoni nel Mediterraneo, è stata oggetto di una “amplificazione” in senso negativo delle fasi del ciclo. Il periodo del Risveglio (1964-1984) in Italia non è coinciso soltanto col ‘68 come in Francia o negli USA, ma con una lunga onda di terrorismo e violenze che, tra le altre cose, sono costate la vita anche all’ex-presidente del Consiglio Aldo Moro. Il periodo del Disfacimento (1984-2005) è stato per l’Italia l’inizio della fine: Tangentopoli, orchestrata da Londra e Washington, e lo smantellamento dell’IRI hanno privato il Paese della spina dorsale economica e politica. Un colpo da cui, come era facilmente prevedibile, l’Italia non si è mai ripresa. Il periodo della Crisi (2005-2030) vede l’Italia sicuramente come uno dei grandi epicentri mondiali del collasso politico-finanziario. Nel 2011, la NATO ha distrutto la Libia che costitutiva il retroterra africano del Paese; nel 2019, è ormai assodato, l’Italia è stato un Paese all’avanguardia nell’epidemia del Covid, forse il primo al mondo in cui è apparso il virus. Nel 2021, l’Italia è oggetto di un scientifico processo di distruzione sociale e politica, teso a fratturare il più possibile la società: il premier Mario Draghi, “l’uomo del Britannia”, adotta una draconiana politica anti-Covid, unica al mondo per severità, che produce come effetto quello di scatenare le piazze e polarizzare l’opinione pubblica su fronti opposti. Per essere certi che le divisive politiche del governo piombino il Paese in un clima da guerra civile, gli angloamericani affidano le proteste a Forza Nuova, il movimento di Roberto Fiore, che nella lunga latitanza all’estero poté avvalersi della protezione del servizio d’informazioni britannico.

Tutto lascia ormai supporre che il climax della Crisi, da collocarsi ormai in un orizzonte di pochi anni, corrisponderà al default dell’Italia, che amplificherà così, ancora una volta, il ciclo anglosassone. Per l’Italia, gli angloamericani non prevedono però nessuna ripresa: la “risoluzione”, la guerra totale al termine della Crisi, vedrebbe infatti l’Italia schierata contro i propri nemici esterni. Ossia contro gli angloamericani stessi.