Terza dose subito ai minorenni. Ha senso per bloccare Omicron?

La Regione Lombardia informa che appena dopo le festività natalizie sarà possibile per i 16enni e 17enni prenotarsi per ricevere la terza dose, finora disponibile solo per i maggiorenni. Così si restringerà il campione che non ha ricevuto il “booster” che dovrebbe proteggere dalla variante Omicron. Proteggere ovviamente inteso come “dal contrarre la malattia grave“, non certo dal contagio, cosa ormai nota universalmente ma che porta con sé una dote non indifferente di polemiche.

Innanzitutto, viene da chiedersi per quanto ancora si dovrà chiedere alle persone di sottoporsi alla vaccinazione: beninteso, che il vaccino abbia efficacia nella riduzione delle forme gravi è sotto gli occhi di tutti, basta guardare che con un numero maggiore di contagiati rispetto allo scorso anno i morti sono circa un terzo rispetto alla fine del 2020, segno che un passo vincente nella lotta al virus è stato compiuto.

Quello che però manca, da parte della comunicazione istituzionale e medica, è l’individuazione di un parametro sotto il quale si stabilisca che la nostra guerra è vinta e dunque finita e alla luce di tale parametro bisogna agire coerentemente. Il nostro parametro sono i contagi 0? Irraggiungibile, dati i pregressi storici, ma qualora fosse quello sarebbe non giustificabile il procedere con la somministrazione di altre decine di milioni di dosi per poi tenere aperti senza restrizioni se non il Super Green Pass posti di palese assembramento come le discoteche.

Il parametro invece è dato dal numero di decessi? Allora anche qui bisogna individuare una cifra minima sotto la quale dichiarare conclusa l’emergenza ed eliminare ogni restrizione, se questa cifra ancora non è raggiunta proseguiamo. L’obiettivo è ridurre al minimo la pressione ospedaliera (vero disastro creato dal Covid)? Va benissimo, ma lì bisogna agire non solo con le restrizioni, ma anche con un potenziamento della sanità, con investimenti nel pubblico o azioni tese alla creazione di nuove strategie, a seconda di come la si creda dal punto di vista politico e ideologico.

Cosa assolutamente non è servito a nulla? La lotta ai no vax: una campagna martellante e continua, condotta a colpi di Green Pass e Super Green Pass se non addirittura da canzoncine che hanno fatto vergognare anche i più forti sostenitori del vaccino, ma che nei fatti non è servita a niente. Anche in questo caso, le azioni sarebbero dovute essere corrisposte agli obiettivi: l’obiettivo era spingere alla vaccinazione circa l’80-85% della popolazione? L’obiettivo è quasi stato raggiunto, se non addirittura superato se si considerano i guariti che hanno una copertura molto buona rispetto ai non vaccinati che non hanno contratto l’infezione. L’obiettivo era vaccinare tutti? Lo strumento doveva essere l’obbligo vaccinale, con tutte le antipatie del caso, con lamentele e manifestazioni che però non avrebbero dovuto coinvolgere nemmeno la politica, trattandosi di un Governo tecnico “sulla carta”.

Invece, il Governo Draghi – che sicuramente segna un cambio di passo positivo rispetto ai due Conte – si è comportato come un ibrido “politico-tecnico”, agendo con fermezza contro quelli che rappresentavano una percentuale di potenziali elettori minore e non prendendosi responsabilità che la maggioranza degli italiani avrebbe loro richiesto. Lasciandoci così nel limbo delle seconde festività natalizie pandemiche della nostra vita, tra un torrone e una prenotazione della terza dose, dal pandoro alla mascherina a casa.