Covid Toscana: burocrazia, sadismo, incapacità? Bimba ex-malata non può rientrare a scuola

Nel caos di questi giorni per la grande diffusione di omicron/covid, con le strutture sanitarie e amministrative in grandi difficoltà per farvi fronte (non avendoci pensato prima…), ci giunge questa toccante testimonianza. Che, proprio perché concerne i più piccoli e indifesi, rende la drammaticità di istituzioni che, fagocitando se stesse, sembra che svolgano funzioni contrarie e peggiorative rispetto alla loro missione.

G., bimba di otto anni, è assente da scuola dal 13 Dicembre scorso perché Covid positiva. La sua positività è durata poco ed il 23 Dicembre, fortunatamente, è risultata negativa. I genitori hanno provveduto, come da istruzioni dell’Asl a richiedere fin da subito il certificato di “fine isolamento”. Ma nulla è arrivato.
Ancora oggi G. aspetta il certificato, senza il quale lunedì non sarà ammessa a scuola in presenza. E come lei altri bimbi della stessa Classe (terza primaria di una scuola di Firenze).
Si tratta di una circolare che è arrivata con l’obiettivo di anticipare il Decreto del 5 gennaio.

Ognuno può valutare l’assurdità di una tale impostazione, dove alla già stremata situazione degli studenti, si aggiunge (sadicamente) un perverso burocratico ingranaggio – che pensavamo decaduto con i provvedimenti natalizi di urgenza – ma che per le scuole rimane tale. Non vale il tampone negativo, non valgono le tre settimane di ulteriore negatività nel mezzo, occorre quel foglio. Solo con quel foglio – emesso nell’ambito di un controllo del tutto banale quale verificare l’esito di un tampone – potranno sedere di nuovo in classe.
Ma allora, poiché Asl Toscana Centro non riesce ad inviare per tempo i certificati, si potrà supplire con un certificato del proprio pediatra? No. Solo ed unicamente quel foglio, che però l’ufficio Asl Igiene e Prevenzione non riesce a mandare.

Cara Regione, ma davvero i bambini, che da tutta questa pandemia in corso hanno molto da perdere, devono pagare il prezzo di una cattiva burocrazia che si avvinghia e si attacca alla formalità più piccola, senza alcuna attinenza con la sostanza delle cose? E soprattutto: una bambina negativa da tutto questo tempo, è possibile che non sia da riammettere a scuola comunque, ritenendo prevalente il diritto allo studio ed alla socialità rispetto alla formalità che la pubblica amministrazione non riesce ad evadere?

La Regione ha in mente un sistema più efficiente per i nuovi studenti positivi (SMS ecc…), ma ha lasciato i molti vecchi positivi in braghe di tela.

Claudia Moretti, legale, consulente Aduc