“Stop al bollettino giornaliero dei contagiati. I vaccinati hanno già fatto la loro parte”

Egr. direttore,

Appena manifestiamo mal di gola, raffreddore, bronchiti, riniti spesso ci sentiamo dire, anche dai medici di medicina generale, di fare il tampone per escludere che si tratti di Covid. Cosa ridicola, se si considera che qualunque cura si intraprenda non dipende dall’esito del tampone, ma è pressoché condizionata dai sintomi che una persona manifesta (come avviene nel trattamento delle comuni virosi influenzali o parainfluenzali). Ecco perché oggi sono da considerarsi anacronistiche la conta e  la caccia dei positivi, tanto più se si tratta di persone vaccinate e con una campagna vaccinale che vede l’86,51% delle persone con più di 12 anni aver completato il ciclo vaccinale (e il 61,50% che ha fatto addirittura il richiamo/booster).

Chi si è vaccinato ha fatto la sua parte nella lotta al Covid, più di così non può fare. Se poi, per un motivo o per l’altro, viene a contatto con il virus o le sue varianti, ciò non lo espone a rischi degni di nota perché nel frattempo ha acquisito anticorpi specifici che lo proteggono dalla malattia (e che semmai si rafforzano a seguito di ogni contatto con persone infette), a meno che non si tratti di soggetto immunodepresso. In questo caso, ogni tipo di virus o batterio potrebbe essere molto pericoloso, compreso il classico virus che provoca il raffreddore. Ma per questo abbiamo mai chiuso il mondo in casa?

Tutti gli anni l’Istituto Superiore di Sanità riporta numeri esorbitanti di persone di ogni età che si ammalano a seguito di infezioni stagionali come, ad esempio, l’influenza. Chi non è particolarmente smemorato ricorderà che ogni anno anche per l’influenza sono milioni i pazienti che finiscono a letto, altri che vanno a riempire i reparti ospedalieri per le complicanze correlate, neppure le rianimazioni sono risparmiate. E spesso si tratta di pazienti che comunque si erano sottoposti ad una preventiva vaccinazione contro l’influenza. Questo per dire che è nell’ordine delle cose che il vaccino e il tampone non siano una garanzia, il passaporto per l’immortalità.

Dopo 700 giorni di bollettino quotidiano sull’andamento del Covid-19, è ora di dire basta. Non se ne può più della conta dei positivi. Riscattiamoci dalla paura e torniamo a vivere la normalità perché ormai anche il Covid ne fa parte.

            Trento, 14 gennaio 2022                   

Cons. Claudio Cia

                                                                       Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia

RISPOSTA

Gentile Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia, condividiamo pienamente questo concetto e questa linea di conduzione dell’informazione pandemica. Del resto per chi fosse interessato TreCovid e Worldometer offrono un servizio precisissimo e anche puntuale per l’auto monitoraggio dei dati, insieme al servizio on line offerto dalla Protezione Civile.

Infatti anche dal punto di vista della correttezza deontologica non si possono definire scientifiche le informazioni che non hanno letteratura, per cui la maggior parte dei contenuti dei bollettini sono utili solo agli addetti ai lavori e perfettamente incongruenti per la comunità, al di là delle indicazioni, che qualora e dove ci siano, necessitano delle 4 H di base, per capire COME comportarsi. In fede.

La direttrice Martina Cecco