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World Cancer Day. Molte parole, pochi fatti. Oncologi: “Pandemia ha ritardato cure, serve agire”

#WorldCancerDay. Già lo scorso dicembre, in sede europea, l'eurodeputato della @Lega_gruppoID, @AngeloCiocca, membro della Commissione BeCa, era intervenuto dicendosi deluso per il testo votato sulla lotta contro il cancro in Europarlamento.

Gli oncologi continuano a ripeterlo da tempo oramai, ma pochi, tranne in giornate specifiche come questa, sembrano davvero rendersene conto. Si va verso una vera e propria “ondata di casi avanzati per ritardi causati dalla pandemia”, denunciano, mettendo in allerta per l’aumento di casi di tumore in fase avanzata.

Oggi, nel ‘World Cancer Day’, la Giornata mondiale contro il cancro, torna a suonare l’allarme. 

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica avverte: “senza un’adeguata programmazione, con assegnazione di risorse e personale, le oncologie non saranno in grado di affrontare l’ondata di casi in fase avanzata stimati nei prossimi mesi e anni”. 

“Sono le conseguenze indirette della pandemia: nel 2020 in Italia – afferma il presidente Aiom Saverio Cinieri – si sono registrati circa 2 milioni e mezzo di screening in meno e ridotti del 18% gli interventi chirurgici oncologici, mentre l’assistenza domiciliare è disponibile solo nel 68% dei centri”. E il timore non smette di crescere. 

Ma come intervenire e cosa fare concretamente? 

“La crisi nell’assistenza sanitaria causata dalla pandemia non può più essere affrontata con iniziative estemporanee come è avvenuto finora, basate sull’apertura e chiusura dei reparti in relazione all’incremento del numero dei contagiati dal Covid-19 – afferma il presidente Aiom -. Chiediamo alle Istituzioni di definire una programmazione a medio e lungo termine sulla conservazione e implementazione dell’attività oncologica ospedaliera. Soffriamo in particolare la mancanza di personale e di spazi, sarebbe anche appropriato comprendere come la maggior parte dei trattamenti di oncologia medica venga effettuata in regime di Day-Hospital, permettendo ai pazienti di continuare, compatibilmente con la malattia e con le cure, una vita quanto più normale possibile”.

Servirebbe un Recovery plan, ovvero “un Piano di recupero dell’oncologia, per colmare i ritardi nell’assistenza”. 

Già lo scorso dicembre, in sede europea, l’eurodeputato della Lega, Angelo Ciocca, membro della Commissione BeCa, era intervenuto dicendosi deluso per il testo votato sulla lotta contro il cancro in Europarlamento. “Mi sarei aspettato una commissione speciale di coordinamento e collaborazione europea sulla ricerca contro il cancro”, aveva tuonato su Affari Italiani, accusando l’Ue di trasformare il tutto “in uno strumento volto ad avvantaggiare le multinazionali a discapito dei piccoli produttori”. 

Invece di “aumentare la tassazione sui prodotti alcolici o inserire un’avvertenza sull’etichetta che paragona una bottiglia di vino ad un pacchetto di sigarette, – aveva ribadito deluso – avrei apprezzato un maggiore impegno, ad esempio, nella riduzione dell’amianto, ancora presente purtroppo in molte scuole in tutta Europa”.

Secolo Trentino