Lettere al Direttore

Bessone: “Il Taser è prevenzione alla violenza”

In un’ottica di prevenzione e controllo, ho apprezzato molto le affermazioni del nuovo comandante della Polizia Municipale di Bolzano Fabrizio Piras in merito alla possibilità di dotare i vigili urbani dello storditore elettrico “Taser”.

Chi meglio di lui, dopo tanti anni d’esperienza sa cosa è meglio per i propri agenti, per chi ogni giorno si adopera per combattere i reati, per proteggere e dare sicurezza ai propri cittadini.

Io sono dell’idea che ogni forza di Polizia deve disporre delle tecnologie più avanzate per prevenire, impedire e porre fine ai reati, per assicurare alla giustizia chi delinque. L’Alto Adige non è più quell’isola felice d’un tempo e Bolzano è la cartina di tornasole di come un’immigrazione incontrollata e una mancanza cronica della certezza della pena nel nostro Paese abbiano cambiato radicalmente le nostre città.

Il mio ufficio dà sul parco della stazione ed ogni giorno assisto, mio malgrado, a scene di degrado che spesso sfociano in risse ed accoltellamenti, in ferimenti e quotidianamente gli agenti che intervengono mettono a rischio la propria vita.

Chi protegge la nostra incolumità, quella delle nostre famiglie, dei nostri figli, chi previene i reati, deve essere messo in condizioni di poter lavorare bene ed in sicurezza.

Il Taser non è violenza è prevenzione della violenza!

E chi è contrario a dotare le forze di Polizia di questa strumentazione lo fa perché o non è conscio del degrado a cui i cittadini sono quotidianamente esposti o perché non ha fiducia delle forze dell’ordine, di chi lavora ogni giorno per la nostra sicurezza.

Massimo Bessone

RISPOSTA

Gentile Signor Bessone, il problema italiano è sempre lo stesso a prescindere dall’argomento: durante il terremoto tutti si scannano con l’attestato di geologia conseguito su facebook, se c’è un delitto il dito punta il colpevole, se c’è un virus la virologia diventa una moda televisiva e quando i professionisti cercano di attuare qualche riforma il cielo cade sopra di loro con la “spalmatio merdae” ovvero quello che viene definito come “shit storming” cioè la macchina del fango.

Anni di attese per le riforme scolastiche, della magistratura e anche localmente, si vedano il NOT, la TAV, perfino il campo di grano per i concerti e l’interruzione dei treni merci per poche ore per Vasco Rossi, diventa un problema.

Il TASER è uno strumento e come ben dice lei va usato da chi lo sa usare e per scopi precisi, come il bisturi serve in sala operatoria ma fuori dalla sala operatoria è un’arma, allo stesso modo il Taser è uno strumento che previene la violenza ma viene percepito come uno strumento per giocare al far west.

Il problema non è il Taser, ma l’ignoranza. Certo che serve per prevenire tragici epiloghi, si veda il caso recente di Pilcante di Ala. Chi lo nega è in malafede.

Buon fine settimana

la direttrice Martina Cecco

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