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Crisi Ucraina. Per il filosofo Fusaro: “Putin fa rabbia e paura perché non è disposto a piegarsi all’imperialismo americano”

Il filosofo Diego Fusaro è intervenuto ai microfoni del programma radiofonico "L’Italia s’è Desta" su Radio Cusano Campus per parlare della crisi in Ucraina e fornire in merito il proprio punto di vista.

Il filosofo Diego Fusaro è intervenuto ai microfoni del programma radiofonico “L’Italia s’è Desta” su Radio Cusano Campus per parlare della crisi in Ucraina e fornire in merito il proprio punto di vista.

Fusaro ha esordito tracciando un’analisi sul Presidente russo, Vladimir Putin: “Putin desta rabbia e paura perché non è disposto a piegarsi rispetto all’americanizzazione del mondo che è l’altro nome della globalizzazione. La colpa inespiabile di Putin è quella di non piegarsi. Sembrava che la Russia con Eltsin e Gorbaciov fosse un’appendice degli Stati Uniti e poi arrivò Vladimir Putin che all’immagine di Obama “Yes We Can” contrappose il suo “no you can’t”. Anche la Cina desta rabbia e paura così come tutti i Paesi non allineati a Washington”.

Proseguendo, il filosofo ha poi aggiunto: “La monarchia del dollaro ha un’incapacità strutturale nel relazionarsi con altre realtà. Nel 1997 lo disse Bill Clinton: l’America è l’unica nazionale indispensabile. Quindi tutte le altre, nella migliore delle ipotesi, sono accessorie. Possono quindi essere sottoposte alle pratiche di bombardamento etico, esporto missilistico di democrazia, embargo terapeutico, imperialismo umanitario”.

In un altro passo particolarmente rilevante del suo intervento, Diego Fusaro, ha parlato brevemente della sua visione del mondo: “Sono per un mondo multipolare dove non ci siano solo gli Stati Uniti e le loro colonie, come l’Italia e l’Unione Europea. Questo non vuol dire che vorrei stare sotto l’egemonia russa o cinese. Preferisco un Mondo come era prima del 1989 in cui la compresenza di forze opposte garantiva un equilibrio. I veri conflitti, al netto dei punti caldi della Guerra Fredda come Corea e Vietnam, sono esplosi dopo l’89. Con la scomparsa dell’Unione Sovietica gli USA hanno dilagato nel Mondo in nome della pace ma in realtà è in nome del loro imperialismo. Se vediamo anche le cartine geografiche la Russia si è sempre più rimpicciolita”.

Successivamente, si è espresso anche sulla questione dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO: “Ricordiamo che il fatto che l’Ucraina entra nella NATO è un’aggressione diretta alla Russia perché nei patti iniziali non vi era la possibilità che i Paesi post sovietici aderissero alla NATO e che questa si insidiasse sempre più nei pressi di Mosca. Non ho alcun interesse nella figura del Putin megalomane, cavalcatore nelle selve. Spero in una Russia forte, sovrana, militarmente autonoma che possa resistere all’imperialismo. Che funzione ha la NATO oggi dopo l’89? Era nata per opporsi all’Unione Sovietica quindi che senso ha mantenerla ancora oggi che l’Unione Sovietica non esiste più. Di fatto la NATO serve in primis ad evitare che i Paesi Europei tornino ad essere indipendenti rispetto a Washington e la NATO è il braccio armato dell’imperialismo statunitense nel Mondo”.   

Prima di concludere, Diego Fusaro, ha parlato della possibilità che l’UE possa fare da terzo polo tra Russia e USA: “L’Unione Europeo terzo polo? No, del resto è una colonia degli Usa. Solo in Italia abbiamo 110 basi statunitense. L’Unione Europea è una dependance di Washington. L’Europa stessa sarebbe molto più legata alla Russia e all’Asia che non agli Stati Uniti. Addirittura fa le sanzioni alla Russia di Putin. Fare queste sanzioni è il primo caso della storia in cui a trarre nocumento è il sanzionante e non il sanzionato. È il gesto di Tafazzi in geopolitica. Fare sanzioni alla Russia mandare in rovina le imprese italiane. L’Italia non ha alcun interesse a fare sanzioni alla Russia che non ha mai fatto del male all’Italia. Se ci sarà una guerra vorrà dire mandare i nostri soldati al fronte per l’imperialismo americano”.

Infine, concludendo il suo intervento, il filosofo ha ricordato come il precedente Governo italiano avesse aperto alla Russia, affermando: “Avevo apprezzato il tentativo di un precedente Governo di aprire alla Russia di Putin e alla Via della Seta con la Cina per cercare di smarcarsi dal rapporto con Washington. Poi però c’è stato un “leggerissimo” richiamo all’ordine degli Stati Uniti”.  

Secolo Trentino