Ambiente

Erpetofauna del Trentino. Estinzioni, declini, monitoraggi e nuove acquisizioni 

Dalla rarissima salamandra di Aurora, presente solo in un lembo di territorio di 20 km quadrati tra Trentino e Veneto, al marasso, la cui sopravvivenza è messa a dura prova dalla perdita di habitat. Dagli ululoni dal ventre giallo, tra le specie monitorate costantemente dai ricercatori MUSE, al colubro di Riccioli, un inatteso ritorno nel territorio provinciale. Anfibi e rettili saranno al centro del prossimo appuntamento di “Incontri al Museo per parlare di fauna”, dedicato all’erpetofuna del Trentino.  .

L’appuntamento è per mercoledì 2 marzo alle 20.45, sia in presenza (qui il link per prenotarsi) che in diretta Facebook, con gli erpetologi Antonio Romano del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) e Luca Roner del MUSE.

La serata, introdotta e moderata da Paolo Pedrini, responsabile della Sezione di Zoologia dei Vertebrati del MUSE, sarà l’occasione per fare il punto sui monitoraggi che il museo conduce all’interno della Rete Natura 2000 e per anticipare l’uscita del nuovo Atlante degli Anfibi e dei Rettili del Trentino, prossimo alla pubblicazione e frutto di un grande sforzo al quale hanno contribuito tanti volontari: un tema, quello della dimensione partecipativa dei monitoraggi faunistici e delle reti di relazioni che li rendono possibili, che è il filo conduttore del ciclo 2021/2022 di “Incontri al Museo per parlare di fauna”.  

“Durante la serata – anticipano i due erpetologi – ci focalizzeremo su alcuni aspetti particolari dell’erpetofauna trentina tra estinzioni, declini e nuove acquisizioni, con la presentazione dello stato di conservazione di alcune specie chiave e dei monitoraggi in corso. Anfibi e rettili, seppur visti ogni tanto in maniera negativa (in particolar modo i serpenti), possono essere degli ottimi bioindicatori, utilissimi per la valutazione della qualità e delle modificazioni dell’ambiente e del paesaggio. Ricoprono inoltre un ruolo molto importante nel mantenimento della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi”. 

Tra le specie oggetto di monitoraggio da parte del MUSE, i relatori si soffermeranno su tre anfibi: l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), la salamandra alpina (Salamandra atra) e la salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae), uno dei vertebrati endemici più rari di tutto il territorio nazionale. Il piccolo anfibio, tutto nero con la schiena chiazzata di giallo, è presente unicamente in un’area di circa 20 km quadrati tra Veneto e Trentino, zona tra l’altro pesantemente colpita dalla tempesta Vaia del 2018.  

Accanto alle specie già estinte, come la vipera dal corno (Vipera ammodytes), si farà luce anche su quelle più a rischio  in pericolo di estinzione locale c’è il marasso (Vipera berus), serpente molto sensibile alla frammentazione dell’habitat e all’antropizzazione  o “riscoperte” dopo averle credute scomparse: questo è il caso del colubro di Riccioli (Coronella girondica), rettile tornato dopo anni di assenza a popolare alcune aree del territorio. 

Secolo Trentino