Il Consiglio d’Europa ha sospeso l’adesione della Russia: ecco cosa cambia ora

“Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, di cui l’Italia ha la presidenza, ha preso la decisione di estromettere dalla propria membership la Federazione Russa, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto del Consiglio d’Europa.” Lo ha reso noto il ministro degli esteri Luigi Di Maio, facendo seguito ad una nota pubblicata sui canali social e a mezzo stampa dalla stessa organizzazione.

“In linea con lo Statuto del Consiglio d’Europa , il Comitato dei Ministri ha deciso oggi di sospendere la Federazione Russa dai suoi diritti di rappresentanza nel Comitato dei Ministri e nell’Assemblea Parlamentare con effetto immediato a seguito dell’attacco armato della Federazione Russa sull’Ucraina” si legge nella nota ufficiale.

La decisione adottata oggi “significa che la Federazione russa rimane membro del Consiglio d’Europa e parte delle pertinenti convenzioni del Consiglio d’Europa, inclusa la Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Anche “il giudice eletto alla Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti della Federazione Russa resta membro della Corte e le domande presentate contro la Federazione Russa continueranno ad essere esaminate e decise dalla Corte”. La sospensione “non è una misura definitiva, ma temporanea, che lascia aperti i canali di comunicazione”.

La decisione “è stata presa a seguito di uno scambio di opinioni con l’Assemblea parlamentare in sede di commissione mista”.

Quasi contestualmente alla notizia della sospensione dell’adesione della Russia dal Consiglio d’Europa, è arrivata la notizia che la Nato avrebbe preso la decisione di dispiegare forze per la difesa.

Al termine di un vertice straordinario infatti, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO), ha informato: “Procederemo a tutti i dispiegamenti necessari per assicurare una forte e credibile deterrenza e difesa attraverso l’alleanza ora e in futuro. Le nostre misure sono e restano preventive, proporzionate e non sono improntate a un’escalation”.

Il segretario generale dell’Organizzazione, Jens Stoltenberg, ha poi specificato come “per rafforzare il fianco Est dell’alleanza” siano già stati dispiegati migliaia di uomini, 100 aerei e 20 unità navali.