La Russia chiede la resa dell’Ucraina. Zelensky in fuga da Kiev?

A seguito di notizie secondo cui Zelensky non è entrato in contatto con il primo ministro italiano Mario Draghi, un aereo è decollato dall’aeroporto Zhuliany di Kiev, nonostante lo spazio aereo fosse chiuso e si siano sentiti degli spari a Kiev. Zelensky sarebbe stato portato in un bunker (CNN). Draghi aveva precedentemente detto che avrebbero dovuto fare una telefonata ma non si è mai fatto vivo. “Ieri al Consiglio europeo ha preso parte anche il presidente Zelensky, un momento davverto drammatico, è nascosto in qualche parte di Kiev e dice che lui e l’Ucraina non hanno più tempo, lui e la sua famiglia sono l’obiettvo. E’ stato un momento drammatico. Ogg mi ha cercato, abbiamo fissato un appuntamento telefonico per le 9,30 ma non e’ stato possibile fare la telefonata perche’ non era più disponibile”. Lo ha riferito in Aula alla Camera il premier Mario Draghi, lasciando per un attimo i fogli del discorso scritto e parlando a braccio, senza nascondere la commozione

Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha messo in dubbio la sincerità del presidente Zelensky nel sostenere che l’Ucraina è pronta a discutere di neutralità, sostenendo di aver “perso l’opportunità di negoziare sulla sicurezza”. “Il presidente Zelensky non ha detto la verità, ma ha semplicemente ingannato”, ha detto. Lavrov ha insistito sul fatto che la Russia non sta effettuando attacchi a nessuna infrastruttura civile in Ucraina, ma garantirà la smilitarizzazione del paese durante l’operazione, dopodiché la situazione in Ucraina tornerà ai negoziati, ma non prima di una resa dell’Ucraina.

Mikhail Podolyak, consigliere del capo d’ufficio del presidente ucraino Vladimir Zelensky, ha ribadito che Kiev è pronta ai negoziati con la Russia, anche su campo neutrale, se anche Mosca fosse interessata.

In precedenza, Podolyak aveva affermato che l’Ucraina era pronta ai negoziati con la Federazione Russa su uno status neutrale, ma che avrebbe necessitato di ricevere garanzie di sicurezza.

“Se i negoziati sono possibili, dovrebbero essere tenuti. Se a Mosca dicono di voler negoziare, anche su uno status neutrale, non abbiamo paura di questo. Possiamo parlare anche di questo”, ha detto Podolyak a Reuters.

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha condannato l’Occidente per la sua incrollabile difesa del regime ucraino e per aver chiuso un occhio sui suoi crimini di guerra contro i civili nell’est del paese. Ha sottolineato che le nazioni occidentali hanno coperto le spalle di Kiev anche quando ha deciso di prendere con la forza le repubbliche popolari del Donbass, e quando ha dichiarato la volontà di aderire alla NATO e ha minacciato di costruire armi nucleari.

“Hanno chiuso un occhio sui crimini di guerra contro la popolazione civile, sugli omicidi di donne, bambini, anziani, sulla distruzione delle infrastrutture civili e incoraggiato silenziosamente il rapido emergere del neonazismo e della russofobia [in Ucraina – ndr], che alla fine ha fatto precipitare il paese nel suo attuale tragico stato”.