La Lego lascia il mercato russo ma una settimana fa chiedeva il silenzio assoluto sulla guerra in Ucraina

A causa del conflitto tra Russia e Ucraina, sono ormai innumerevoli le aziende multinazionali che hanno deciso di abbandonare il mercato russo, anche a causa delle ripetute sanzioni che Mosca ha raccolto nel tempo.

Stavolta è il turno della LEGO, storica azienda danese di giocattoli, che avrebbe deciso secondo alcune agenzie, di non vendere più i suoi prodotti in Russia fino a data da destinarsi. Una decisione che ha fatto seguito ad alcune altre mosse della famosissima azienda, da sempre impegnata, oltre che nel business, anche nella formazione e nel sostegno a politiche di inclusione e sostenibilità.

Eppure, solo pochi giorni fa, la LEGO aveva raccomandato al personale delle filiali in Russia di non partecipare alle proteste contro la guerra in Ucraina, che avevano comportato migliaia di arresti da parte del Governo russo.

Secondo quanto riporta l’agenzia americana Reuters, pochi giorni dopo lo scoppio delle ostilità la LEGO aveva inviato una e-mail agli 80 dipendenti in Russia chiedendo di “evitare di discutere di argomenti delicati su Russia-Ucraina o associati in pubblico, sui social network o su internet in generale, evitare di impegnarsi, intenzionalmente o meno, in alcuna protesta pubblica o in manifestazioni anche pacifiche”.

Siamo profondamente preoccupati per i nostri colleghi in Russia, per questo abbiamo condiviso alcune raccomandazioni stilate col nostro team di sicurezza al fine di tutelare l’incolumità del nostro personale” ha spiegato un portavoce della Lego, ribadendo che si trattavano unicamente di “linee guida” ma che tutto sarebbe stato rimesso alla libertà personale.

Oggi la notizia dell’abbandono del mercato russo, dopo aver donato poco più di 15 milioni di dollari ai soccorsi di emergenza in Ucraina. Scelta dettata evidentemente dall’acuirsi dell’instabilità geopolitica nel corso dei giorni.