Rallies in Europa pro Ucraina e pro Russia

Le piazze europee sono molto unite in linea di massima per la manifestazione per la pace, ma la maggior parte delle capitali europee ha preso le parti dell’Ucraina, come stato sovrano da difendere. In taluni casi, come molte piazze italiane, non c’è stata una vera e propria presa di posizione in favore di una delle due parti, ma solamente una presa di posizione per lo stop alla guerra in sé.

L’unica piazza che dissente nel panorama europeo è quella della Serbia, dove a Belgrado il rally sta dalla parte di Putin, alleghiamo le immagini che arrivano da NEXTA.

Secondo la BBC anche i cittadini russi che hanno la possibilità di spostarsi starebbero prendendo una decisione che è molto più che politica: la loro fuga in Finlandia è sintomo di una problematica interna, che fa pensare a una prossima evoluzione. Non solo dunque i dissidenti, ma anche una sorta di partigiano russo, se così possiamo dire, che non supporta Vladimir Putin e lascia la sua patria.

A fare appello alle piazze europee è stato proprio il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha elencato le città all’appello, ma che ha anche dichiarato, come da tempo pubblica sul suo profilo twitter, che questa guerra è per l’Ucraina e per l’Europa: “Se cade l’Ucraina, cade l’Europa: uscite e sosteneteci!”, ha dichiarato nella conferenza stampa di oggi pomeriggio.

Se vinceremo, e sono sicuro che vinceremo, sarà la vittoria per l’intero mondo democratico, sarà la vittoria della luce sull’oscurità, se vinciamo fioriremo come l’Europa e l’Europa fiorirà come non mai dopo questa vittoria”.

Nel frattempo però le sirene antiaeree di Kyiv non hanno mai smesso di suonare questa sera, per molti minuti si sono susseguiti momenti di buio nelle città, a dispetto della speranza di luce che auspica il presidente attuale.

Molti ritengono che alla base di questa manovra non ci sia solamente la contrarietà risoluta alle basi OTAN in Ucraina da parte del presidente della Federazione russa Vladimir Putin, ma anche la volontà di sostituire l’attuale reggenza con Viktor Yanukovich, afferente la linea russa.

Ad ogni modo come non ricordare, in tema di piazze, che fu proprio l’ attentato di Sarajevo compiuto da un giovane serbo-bosniaco Gavrilo Princip contro l’ arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’ Austria-Ungheria, e sua moglie Sofia durante una visita ufficiale nella città bosniaca il 28 giugno 1914 a far scatenare la prima guerra mondiale? Una memoria che rimane scolpita nella storia e che in questo momento assume un colore molto diverso dal solito.

Durante il discorso in streaming del presidente ucraino, invece, la piazza sopra riportata, di Praga, ha dato il sostegno in diretta con un lunghissimo applauso. Zelensky ha chiuso l’argomentazione salutando con il pugno destro chiuso. MC

Foto di guerra di proprietà di Croce Rossa Ucraina