Esteri

NoFly ZONE in Ucraina? Il parere del comitato ucraino

Il cielo sopra l’Ucraina è ancora aperto, si potrebbe volare, ma – di fatto – solo gli aerei dell’aviazione russa che lo percorrono con motivi che non sono chiari, nonché altri mezzi legati al conflitto, si permettono di percorrere quello spazio aereo. Gli aeroporti infatti non hanno un uso civile da qualche tempo, visto e considerato che la maggior parte dei servizi è stata interrotta per i danneggiamenti, per l’occupazione dello spazio che non è più libero e per la guerra. Il trasporto “regolare” dei viaggiatori avviene alla meno peggio, dagli aeroporti delle nazioni limitrofe, ma il cielo sopra l’Ucraina non è chiuso.

La NO FLY ZONE quindi, come si evince dall’immagine di copertina, viene seguita dai trasporti commerciali e civili ma non dai mezzi militari, che compaiono e scompaiono a seconda del momento del volo. Insomma: senza la NO FLY ZONE non è possibile mettere fuori legge il bombardamento via cielo.

Presidio del confine polcacco da parte della NATO

Il capo dell’amministrazione militare regionale di Leopoli Maksym Kozytskyi ha discusso con il presidente della commissione per gli affari esteri della Camera degli Stati Uniti Gregory Mix la questione della fornitura di assistenza militare e della chiusura dei cieli sull’Ucraina.

“Ho incontrato al confine il presidente della commissione per gli affari esteri della Camera degli Stati Uniti Gregory Meeks. Nella sua conversazione con il signor Meeks, ha sottolineato ancora una volta l’importanza di chiudere il cielo sopra l’Ucraina. Ora la cosa più importante è chiuderlo all’aviazione militare russa, perché civili innocenti stanno morendo a causa di esso “, ha detto Kozitsky sul suo canale Telegram. Che ricordiamo essere uno dei mezzi di comunicazioni al momento più sicuri.

Bombardamenti che coinvolgono civili oggi

Inoltre, il capo della regione di Leopoli ha fatto appello agli Stati Uniti come paese partner per quanto riguarda la necessità di fornire giubbotti antiproiettile, caschi da combattimento, veicoli, aerei e ospedali da campo all’Ucraina.

IL PARERE DELLA COMMISSIONE MILITARE DEL COMITATO ATLANTICO ITALIANO

“Non possiamo escludere che Vladimir Putin faccia esplodere una bomba tattica nucleare nel Mar Nero”. Lo afferma all’Adnkronos il generale di corpo d’armata Giorgio Battisti, commentando le minacce del leader russo all’Occidente. “Si tratta di ordigni nucleari tattici, di limitata potenza – spiega – ma producono comunque distruzione, radioattività e paura”.  

Quanto alla possibilità di ritorsioni russe nel caso di consegna di armi da parte della Nato o dell’Ue a Kiev, Battisti sottolinea: “Si tratta anche qui di una minaccia per creare timori fra la popolazione. Portare armi all’Ucraina significherebbe consegnarle attraverso la Polonia, un attacco lì da parte della Russia significherebbe violare i confini di un Paese della Nato”. Battisti è scettico sulla possibilità di dichiarare l’Ucraina no-fly zone. “Per noi significherebbe dover abbattere un aereo russo, e questa sarebbe una dichiarazione di guerra alla Russia”.  MC

Fonte delle immagini: RADIO e VIDEO Liberty, Free Europe QUI

Secolo Trentino