Edda e il partigiano

No, non è una remake sulla presunta relazione tra Edda Ciano Mussolini ed un partigiano avvenuta, parrebbe, nel dopoguerra durante il soggiorno forzato, nell’isola di Lipari, dalla primogenita del Duce ed un comunista. La Edda in questione è Edda Negri Mussolini, la figlia di Annamaria la più piccola dei figli di Benito e Rachele Mussolini, nipote del Duce.

In occasione del Giorno della Memoria in merito m’incaricano di intervistare il Presidente dell’ANPI lombardo. Farfuglio la possibilità di una contrapposizione per un’opinione diversa a quella (già) scontata del dirigente ANPI. OK? OK. Inizio nel darmi da fare ricevendo subito un netto rifiuto: io, con la nipote del Duce, non dialogo.

L’intervista sarà in diretta streaming e non in studio, provo a replicare, ricevo un bel “niet” vedendo vanificare un’opportunità stimolante: la nipote del Duce in colloquio con un dirigente ANPI. Lungi dallo scoop, l’intenzione era racchiusa nella possibilità di un colloquio tra due fazioni contrapposte, sia mai possa avvenire un minuscolo passo in avanti per chiudere la pagina del 900. No, con una Mussolini non parlo. E così fu.

Repetita iuvant: le solite parole, mutando la definizione da Mussolini a fascista, furono rivolte ad un giornalista del Secolo d’Italia da Ingrao, in RAI, durante una Tribuna Politica di alcuni decenni fa. Divido l’intervista in due dirette, la prima sera con il presidente dell’ANPI, la seconda con la Mussolini.

Presidente, le Foibe…

E’ stata la reazione ai soprusi fascisti avvenuti nello Stato slavo… e bla bla bla, bla bla bla…

Si, ma gli infoibati non erano fascisti, o almeno non soltanto…

La risposta è stata degna di competere con quella data dalla sardina Sartori al giornalista Sallusti, ricordate? Quella: se ad un bambino autistico passi la palla… Ecco, qualcosa del genere. Allibito, vado avanti:

Presidente, Norma Cossetto?

Un mito.

Come… un mito?

I miti servono per arricchire le bugie

Rispondo a tono: Aristotele amava ripetere: la storia è scritta con le bugie dei vincitori. Nel caso di Norma sono i perdenti…

Il Presidente svincola nelle sue conoscenze dirette nella ex Jugoslavia, parla di specialità culinarie e bellezza dei luoghi

Rientro nel tema ricordando le sassate veneziane con le quali furono accolti i profughi istriani, nonché l’increscioso accaduto nella stazione di Bologna.

Erano fascisti, non meritavano altro, risposta secca.

Difficile identificare dei bambini come fascisti, un po’ come giustificare il crimine contro Giuseppina Ghersi, non crede?

Erano tutti fascisti. Amen.

E l’articolo apparso su l’Unita del 28 novembre 1945? Intendo quello dove recitava: l’Italia accoglie i fascisti in fuga. Per poi continuare: noi non possiamo permettere… Concludendo: Tornassero a casa loro!

Una fake news, risponde, è stato dimostrato. Non esiste traccia alcuna.

Avec une coup de foudre tiro fuori la pagina in questione, originale, conservata gelosamente in tutti questi anni prima da mio padre ed in seguito dal sottoscritto.

Il presidente mi parla delle sue amicizie con il fiero popolo slavo.

La sera successiva è il turno di Edda Bruni Mussolini.

Entro subito a gamba tesa:

Oggi è il Giorno della Memoria ma non posiamo non citare il Ricordo…

La Mussolini non si fa pregare per rispondere:

Una vergogna assoluta, mi vergogno come italiana ma soprattutto come persona umana. Un fatto per il quale, ancor oggi, non riesco a capacitarmi. Mio nonno –prosegue- aveva amicizie importanti tra appartenenti al Popolo ebraico, dalla Sarfatti ai componenti di Piazza San Sepolcro (i cosiddetti sansepolcrini furono i promotori, fondando il fascismo, convenuti in riunione il 24 marzo 1919 avvenuta in Piazza San Sepolcro a Milano), fino ai tantissimi ebrei accolti a villa Carpena per sfuggire alle deportazioni (iniziate con il Governo Badoglio, n.d.r.)

Edda si lascia andare in aneddoti e fatti accaduti durante le leggi razziali, citando la Legge Buffarini Guidi (italianizzò gli ebrei residenti in Italia 3 mesi prima delle sciagurate leggi razziali); la Costituente Ebraica voluta da suo nonno nel 1931 e definita dalla stessa rivista Israel come la migliore del mondo mai ricevuta dal Popolo d’Israele, e così continuando per terminare secca:

La legge razziale è stata aberrante per tutti.

Ma i neo fascisti di oggi pare siano antisemiti…

Risponde con impeto: Chi sarebbero i neo fascisti?  Il fascismo è morto il 28 aprile del 1945. Questi sono solo degli sciagurati abili solo nel dare ragione agli stereotipi fascisti fatti passare per veri. Nel fascismo, prosegue, esistevano anime diverse: da Giovanni Gentile a Pirandello, da Marconi a Ungaretti, a Malaparte, a Soffici…  Seppure è vero che, nel fascismo, sia esistito un Farinacci che mio nonno detestava -afferma con decisione Edda- questi neo non si sa bene chi siano ma so che dovrebbero imparare la storia. A dirla tutta, prosegue, io mi vergogno per loro quando arrivano a Predappio vestiti con improbabili divise folkloristiche.

Potrebbe tornare il fascismo in Italia?

No, sarebbe anacronistico, non può tornare; però vorrei vedere il giorno dove tutti apriranno i loro armadi, così come ha fatto la famiglia Mussolini, per riscrivere la storia. Quella che è stata, quella vera, nella sua interezza. Nel bene e nel male. Terminando con una locuzione latina: in media stat virtus.

Così parlò il partigiano e così ha parlato Edda, la figlia di Annamaria, nipote del Duce.

Marco Vannucci