Attualità

Università: STOP alle collaborazione con studiosi legati a istituzioni russe

In mattinata è pervenuto il messaggio del Rettore dell’Università degli Studi di Trento secondo cui il Senato accademico ha deciso all’unanimità di sospendere le collaborazioni in atto con studiosi legati a istituzioni russe.

“Non era mai accaduto nella storia della nostra università, e non è una decisione che abbiamo preso
alla leggera, consapevoli del fatto che i luoghi dell’istruzione e della ricerca sono quelli che più di ogni
altro dovrebbero rimanere aperti per facilitare il dialogo e la comprensione reciproca. Ma la gravità
dell’attacco all’Ucraina ci è parsa tale da non consentirci di restare inerti, e di fare finta che tutto possa
continuare come se nulla fosse successo.”

Il nostro ateneo è dunque solidale con il popolo ucraino. Ma lo è anche con quella grandissima parte
del popolo russo che non approva la guerra in corso, e che ne sta già pagando e pagherà le
conseguenze economiche. In questo spirito, noi confermiamo il nostro sostegno e la nostra amicizia
agli studenti e agli studiosi ucraini e russi che sono o saranno ospiti della nostra università, e
intendiamo anzi raddoppiare gli sforzi per aiutarli in questo difficile momento delle loro vite, e per farli
sentire a casa qui in Trentino. Sul piano pratico, agli studenti trentini che si trovano in Russia è stato suggerito caldamente di ritornare in Italia.”

L’Università di Trento ha anche esaminato in una pagina tutte le attività che sono in carico all’ateneo.
Sul sito dell’ateneo è stata aperta questa pagina web, in continuo aggiornamento,
https://www.unitn.it/ateneo/104617/la-guerra-in-ucraina-le-iniziative-delluniversita-di-trento
nella quale si trovano informazioni circa le dichiarazioni e gli appelli promossi dalla comunità degli
studiosi (incluso quello degli scienziati russi) e, soprattutto, circa le iniziative di aiuto concreto avviate
dall’ateneo o da altre istituzioni.

“In particolare, la PAT ha aperto una sottoscrizione a beneficio della popolazione ucraina, e l’associazione culturale degli ucraini in Trentino ha promosso una raccolta di beni di prima necessità che sta andando molto bene: l’intero territorio ha risposto con la consueta generosità, e ciò che ho potuto vedere l’altra sera al punto di raccolta della chiesa di Sant’Antonio in Bolghera è stato commovente. Servono – mi hanno detto i responsabili – soprattutto medicinali, cibo non deperibile, materiale elettrico, coperte, cose per neonati e bambini piccoli (latte in polvere, omogeneizzati). Queste poche cose intendevo dirvi, per ora. Spero di potervi scrivere molto presto, in una situazione meno drammatica.” Ha detto il Rettore dell’Ateneo Flavio Deflorian.

Secolo Trentino