Ambiente

Guerra e cambiamenti climatici

Uno studio del 2019 della Lancaster University e della Durham University ha rilevato che l’esercito americano è “uno dei maggiori inquinatori climatici della storia”, riferendo che utilizza più combustibili fossili liquidi ed emette più CO2e (equivalente di anidride carbonica). Lo studio ha aggiunto che se le forze armate statunitensi fossero un paese, sarebbe il numero 47 nell’elenco delle principali nazioni che emettono gas serra, in base al consumo di carburante. Secondo il Conflict and Environment Observatory (CEOBS), un’organizzazione che mira a educare il pubblico sulle conseguenze ambientali e umanitarie dei militari, uno dei principali motori dell’uso dell’energia militare è l’uso del carburante. Ciò include l’energia utilizzata nelle basi militari, nonché il carburante utilizzato per alimentare le attrezzature militari e le navi da trasporto.

C’è, quindi, un altro aspetto che dobbiamo considerare, che è stato sottolineato da Gianni Del Vecchio sull’Huffington Post qualche giorno fa e sul quale anche l’ex segretario di Stato americano John Kerry ha richiamato l’attenzione in un’intervista della scorsa settimana, cioè che, oltre alle “massicce conseguenze sulle emissioni” della guerra russa contro l’Ucraina, c’è il concreto rischio che essa sia una distrazione dal lavoro sui cambiamenti climatici e che ne rallenti fortemente l’azione.

La guerra è sempre sbagliata e lo è ancor di più quando rischia di farci fare grandi passi indietro nella lotta al cambiamento climatico. Anche se abbiamo compiuto incredibili progressi per quanto riguarda la tecnologia che collega tra loro persone provenienti da tutti gli angoli della terra e la globalizzazione ci ha avvicinati costantemente gli uni agli altri, dobbiamo unire le persone e non dividerle, perché ciò promuove la comprensione e vengono generati nuovi pensieri e idee. Quando ci avviciniamo l’uno all’altro ci avviciniamo anche a nuove soluzioni. I sogni sono ciò che guida e motiva tutti noi. I sogni sono la ragione per cui milioni di ragazzi manifestano per un futuro più sostenibile e per un mondo senza guerre. Dobbiamo usare i nostri sogni come guida e questi sogni devono essere trasformati in progetti concreti per creare insieme un futuro sostenibile per tutti. E la guerra uccide anche i sogni.

Il nostro mondo sta affrontando le più grandi sfide nella storia dell’umanità, complicate anche da eventi bellici che nessuno aveva previsto e che, nel 2022, si fa fatica a comprendere. È chiaro che il tributo di vittime e la distruzione che ogni guerra porta con sé sono le cose che più ci colpiscono e ci preoccupano. Ma, oltre all’impatto ambientale diretto, le operazioni belliche influenzano il cambiamento climatico in molti altri modi.

(Francesco Ferrini su Georgofili Info del 09/03/2022)

Secolo Trentino