Progettone, approvato in via preliminare il ddl di riforma

Il Progettone assume i connotati di una politica attiva per il reinserimento nel mercato del lavoro dei quei soggetti, appartenenti alle fasce più deboli, con disagi o difficoltà nello svolgimento ordinario di alcune mansioni che si ricollegano soprattutto alla loro età. Lo prevede il disegno di legge provinciale, approvato stamani in adozione preliminare dalla Giunta, su proposta dell’assessore al lavoro e sviluppo economico Achille Spinelli. “In una fase complessa come quella attuale, l’Amministrazione provinciale guarda con particolare attenzione alle persone espulse dal mercato del lavoro che per ragioni anagrafiche registrano maggiore difficoltà al reinserimento. Non si vuole puntare sugli strumenti di welfare, ma piuttosto trovare forme di attivazione che spingano anche con l’accrescimento delle competenze a riportare queste persone nel mercato del lavoro reale – sono le parole dell’assessore Spinelli –. L’obiettivo è di rendere questa iniziativa parte integrante delle politiche in materia di lavoro promosse dalla Provincia autonoma di Trento. Al contrario del reddito di cittadinanza, con il Progettone si riconosce un reddito a chi effettivamente lavora in attività di pubblica utilità. Attività nel verde, servizi culturali e alla persona necessitano dell’impegno e dell’entusiasmo di tante persone, che con la loro opera favoriscono la crescita del Trentino, rendendolo ancora più bello”.

La Provincia aveva disciplinato per la prima volta più di trent’anni fa gli interventi di ripristino ambientale con un’apposita legge provinciale, che ora si vuole riformare. La legge del 1990 assolveva a finalità di sostegno occupazionale ed era una risposta ai grandi problemi sorti in quegli anni relativi, da un lato alla crescita della disoccupazione a seguito della crisi del settore manifatturiero, dall’altro al dissesto idrogeologico culminato nella tristemente nota “Tragedia di Stava”. Lo strumento previsto dalla norma, conosciuto come Progettone, nel corso degli anni è stato impiegato anche in ambiti diversi, aggiungendo alle attività cantieristiche di carattere ambientale, anche una serie di servizi di pubblica utilità quali, ad esempio, attività di supporto alla custodia ed al presidio di musei.Attraverso il disegno di legge approvato dall’esecutivo, Piazza Dante intende operare un adeguamento di questo strumento sia alla sopravvenuta normativa europea in materia di contratti pubblici, di servizi di interesse generale (economici e non), di enti del terzo settore, sia al contesto socio-economico che – in seguito ai cambiamenti intervenuti nel corso del tempo – registra un calo demografico ed una carenza di soggetti attivi nel mercato del lavoro.