Piano provinciale dei rifiuti, il vicepresidente della Provincia a Predazzo

l vicepresidente della Provincia autonoma e assessore all’ambiente Mario Tonina ha presentato ieri sera in municipio a Predazzo, ospitato dalla sindaca Maria Bosin, il quinto aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti, adottato in via preliminare a fine 2021. Ora entro il 23 marzo 2022 è possibile presentare osservazioni. L’approvazione definitiva è prevista a breve.

A illustrare gli aspetti tecnici Chiara Lo Cicero, direttore dell’unità operativa Rifiuti e bonifica dei siti inquinati dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, il dirigente generale del Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione Roberto Andreatta, nonché il direttore del Centro Sustainable Energy di FBK Luigi Crema. Presenti il Commissario della Comunità della val di Fiemme Giovanni Zanon, il Procurador del Comun general de Fascia Giuseppe Detomas e i sindaci dei due territori.

“Nel quinto aggiornamento del Piano rifiuti sono previsti una serie di scenari per presentare possibili strategie per risolvere in maniera definitiva la questione dello smaltimento del residuo, dell’indifferenziato. Li abbiamo inseriti perché oggi stare fermi non è possibile sul fronte della gestione dei rifiuti, perché la situazione è diversa dal passato, e implica la necessità di fare delle scelte importanti” ha sottolineato il vicepresidente Tonina.”Vogliamo provare a mettere in campo delle misure per risolvere in maniera strutturale la questione dello smaltimento del residuo. Di fronte alla situazione dell’esaurimento delle discariche, resta una possibilità: realizzare un impianto nei prossimi anni e farlo, o in Trentino – se si troverà una condivisione – o attraverso il conferimento ad impianti fuori regione, ma con costi maggiori. L’impianto eventualmente dovrà garantire una conversione energetica dei rifiuti, scelta che è ancora più importante oggi alla luce dell’aumento dei costi energetici che stiamo vivendo. Se non si deciderà, il conto alla fine lo pagheranno tutti i cittadini. La Giunta prenderà la decisione a fine 2022, non prima di aver fatto altri approfondimenti. La gestione dei rifiuti deve diventare un fatto di responsabilità comune ed etica. Il nostro territorio, la nostra provincia dovrebbe avere la responsabilità di gestire al proprio interno la questione dei rifiuti” ha aggiunto il vicepresidente Tonina.Il professor Crema ha illustrato le diverse ipotesi tecniche per un futuro impianto.La proposta di Piano ha alcuni obiettivi importanti, fra cui la riduzione del rifiuto pro-capite a 425 chilogrammi all’anno entro il 2025, rispetto ai circa 448 attuali, e una raccolta differenziata al 78% entro il 2024 (altrimenti subentrerà la tariffazione puntuale) e all’80% entro il 2028 (era del 14% nel 2000); attualmente il dato medio è del 78%, ma con differenze sostanziali fra i vari bacini fino a 20 punti percentuali. In questo scenario Trento è realtà virtuosa con una raccolta differenziata che si attesta all’82%.Oltre alla riduzione del rifiuto e all’aumento della differenziata, il Piano prevede di migliorare la qualità della raccolta. Vi sono infatti scarti non corretti nella differenziata, in particolare inerti, organico, ramaglie, pannolini, manufatti di plastica e ultimamente anche le mascherine. La presenza di rifiuto organico nel secco comporta non solo un aumento di costi legato alla necessità di selezionare le frazioni prima di avviarle a recupero, ma anche la produzione di percolato e cattivi odori.Il Piano si propone poi di uniformare il sistema di raccolta e la differenziata fra i diversi bacini, nonché di ridurre alla fonte la produzione di rifiuti urbani, favorire altre forme di recupero e ridurre l’organico presente nel rifiuto smaltito in discarica. Gli strumenti utilizzabili sono molteplici: vanno dall’incentivare i centri di riuso e le piattaforme per la preparazione al riutilizzo, all’uso della leva fiscale, dal potenziamento dell’informazione alla promozione di nuove abitudini di consumo a ridotto carico di rifiuti.Il Piano contiene alcune possibili soluzioni, valutate sulla base degli obiettivi prioritari della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e della efficacia ed economicità delle misure, che devono essere idonee a garantire la piena autonomia del territorio nella gestione dei rifiuti urbani non recuperabili attraverso le raccolte differenziate.
(ac)