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Attualità Post-it Vannucci

Due anni sono trascorsi…

Sono passati 2 anni da quando scrissi queste righe. Un dettato rabbioso, dopo 24 mesi l’inchiostro è sempre che quello ma non ti chiedi più quando finirà.

Qualcuno ebbe a dire “ne saremmo usciti migliori”, mai previsione fu così sballata, abbiamo già dimenticato tutto col nostro vivere da iene feroci. Come Nietzsche vago cercando Dio accendendo una candela e con essa m’incammino di giorno, tra la gente, per capire se esiste, semmai esista, la luce oltre l’oscurità di questo tempo cattivo…

La paura arriva di sera annunciata dal suono di un’autoambulanza, dice che dopo l’imbrunire sia il momento della crisi respiratoria per questo carognavirus, e t’accorgi ch’è difficile convivere con il coraggio della paura. In un paese piccolo ci conosciamo tutti, sono già in tanti -troppi- coloro che hanno portato via.

E facciamo finta di niente, cercando di non pensarci, già sapendo bene ch’è impossibile non pensare perché non puoi non sbattere i pugni in aria, perché non puoi fare finta di niente. I messaggi telefonici sono tutti uguali: come stai? In caso di mancata risposta capisci, ti zittisci, scoppi in un pianto dirotto.

Dio, com’è difficile dimostrare il coraggio quando la paura rode dentro! Qualche volta t’illudi sia solo un brutto film, ma il suono di un’altra sirena risveglia la realtà infame. E l’ansia cresce mentre il coraggio, piano piano, si rifugia nell’angolo della paura.

Da un angolo della Lombardia, qui dove vivo io, 12 Marzo 2020

Marco Vannucci

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Riguardo l'autore

marcovannucci

Toscano di Pisa. Letterato e storico, amante del gusto della verità. Docente e bibliotecario a tempo perso, scrittore a tempo scaduto. La massima preferita?
Vivere. Il resto non è interessante.

Secolo Trentino