Per le famiglie italiane aumentano i costi delle sanzioni

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A quanto ammonterà, per le famiglie italiane, il costo delle sanzioni imposte da Biden ed applicate dai maggiordomi europei? Difficile quantificarlo, ma con la sola certezza che sarà un costo elevato. In grado di distruggere il tessuto economico del Paese. Sono numerosi i settori che non saranno in grado di reggere alla concorrenza sleale provocata, consapevolmente, dai burattinai del petomane di Washington.

Tutte le attività italiane che consumano molta energia si ritroveranno ad essere penalizzate rispetto alla concorrenza non solo statunitense ma anche europea. Perché Giggino – che si vanta degli accordi raggiunti per la fornitura di gas liquefatto da alcuni Paesi africani e dagli Usa – non lo ha ancora capito ma estrarre il gas, liquefarlo, trasportarlo via mare e poi rigassificarlo quando arriva in Italia, determina un costo superiore a quello del gas russo che arriva attraverso i metanodotti. Mentre le aziende francesi hanno energia a prezzi ridotti grazie al nucleare.

Altrettanto non competitivi saranno i costi del trasporto merci. La miope politica che ha portato, dopo la guerra, allo smantellamento della rete ferroviaria per favorire il traffico su gomma e, dunque, la Fiat, determinerà un aumento dei costi, grazie anche all’elevato carico fiscale.

Mentre errori pluridecennali sul fronte della politica agricola hanno provocato una consistente dipendenza dalle forniture estere. Che si tratti di grano o di fertilizzanti, di mais oppure di olio di girasole. In compenso alcune esportazioni italiane perderanno uno dei mercati principali.

È poi tutta da verificare la solidarietà europea di fronte al disastro interno provocato dalle sanzioni. Se le multinazionali europee saranno costrette a chiudere alcuni stabilimenti ed a licenziare i lavoratori, non è per nulla sicuro che i sacrifici vengano spalmati equamente. Più probabile che vengano tutelati i dipendenti delle sedi nel Paese di origine della multinazionale. E dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi sono le multinazionali straniere che hanno acquisito quelle italiane e non viceversa, i rischi maggiori li corrono proprio i lavoratori del nostro Paese.

Ovviamente dalla politica italiana non arrivano segnali di consapevolezza della situazione. Tutti troppo impegnati a scattare agli ordini di Biden per accorgersi dei pericoli per la vita delle famiglie italiane. Dunque nessun intervento per modificare una realtà tutt’altro che tranquillizzante.