Oscar 2022. Vince “I segni del cuore – CODA”, sfuma il bis per Paolo Sorrentino

Si è svolta nella notte, al Dolby Theatre di Los Angeles, la 94° edizione degli Academy Awards, meglio conosciuti come Oscar. Tale evento è considerato dai più come uno tra i più importanti del settore cinematografico.

La cerimonia, tornata per la prima volta in presenza dopo le difficoltà legate alla pandemia di Covid-19 è stata presentata da Regina Hall, Amy Schumer e Wanda Sykes ed ha visto come assoluti mattatori della serata le pellicole “I segni del Cuore. Coda” e “Dune”.

Mentre il primo è riuscito ad aggiudicarsi tutti i premi delle categorie in cui era stato nominato: “Miglior Film”, “Miglior sceneggiatura originale” e “Miglior attore non protagonista”, Dune è riuscito ad aggiudicarsi 6 statuette su 10 nomination.

La serata è stata ricca di colpi scena e non sono mancati momenti di tensione, con il vincitore del premio Oscar come “Miglior attore protagonista, Will Smith che è arrivato a colpire il comico Chris Rock per una battuta poco felice fatta nei riguardi di sua moglie.

Il comico infatti, aveva ironizzato sull’acconciatura della moglie di Will Smith, Jada Pinkett, afflitta da tempo da alopecia, gesto che ha fatto infuriare l’attore che è arrivato a colpire con un pugno Chris Rock intimandogli: “tieni il nome di mia moglie fuori dalla tua f*****a bocca”.

Will Smith, una volta salito sul palco per ritirare il premio come miglior attore, si è poi scusato per l’accaduto, affermando, come riporta il Corriere della Sera: “Voglio scusarmi con l’Academy e con gli altri candidati. Sono stato chiamato a amare le persone, a proteggerle, a essere un fiume per loro. So che per fare quello che facciamo bisogna essere in grado di prendere, di accettare chi in questo settore non ti porta rispetto, sorridendo e facendo finta che tutto vada bene. Voglio essere un messaggero di amore.”

L’episodio, nonostante le scuse di Will Smith, è stato duramente condannato dall’Academy che, attraverso un comunicato ufficiale, ha fatto sapere di non perdonare alcun tipo di violenza.

Durante la cerimonia non è mancato il momento di sostegno all’Ucraina e al suo popolo, vittime della recente guerra contro la Russia e, nonostante non vi sia stato il collegamento con il Presidente Zelensky (ipotesi che era circolata nelle settimane scorse), l’attrice Mila Kunis, originaria di Cernicvi in Ucraina, è intervenuta con un accorato discorso nel quale ha affermato: “Nelle ultime settimane, il mondo è rimasto scioccato da un’invasione non provocata e da un atto di aggressione”.

Non c’è stata gloria per l’Italia in questa 94° edizione dei Premi Oscar, nonostante le tre candidature: la pellicola di Paolo Sorrentino “E’ stata la mano di Dio”, Massimo Cantini Parrini per i costumi di Cyrano e Enrico Casarosa per le animazioni della pellicola Disney, “Luca”, gli artisti nostrani non sono riusciti ad ottenere alcuna statuetta. Sfumata quindi la possibilità per Paolo Sorrentino di bissare il successo ottenuto nel 2014 con la pellicola “La grande bellezza”.

Di seguito riportiamo tutti i vincitori delle varie categorie in gara:

Miglior film: I segni del cuore – CODA
Miglior regia: Jane Campion (Il potere del cane)
Miglior attore: Will Smith (King Richard. Una famiglia vincente)
Miglior attrice: Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye)
Miglior attrice non protagonista: Ariana DeBose (West Side Story)
Miglior attore non protagonista: Troy Kotusr (Coda)
Miglior film internazionale: Drive my car di Ryûsuke Hamaguchi
Miglior sceneggiatura originale: Kenneth Branagh (Belfest)
Miglior sceneggiatura non originale: Siân Heder (I segni del cuore. Coda)
Miglior documentario: Summer of Soul (…Or, When the Revolution Could Not Be Televised) di Ahmir Questlove Thompson, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein
Migliori costumi: Jenny Beavan (Cruella)
Miglior fotografia: Greig Fraser (Dune)
Migliori effetti speciali: Paul Lambert, Tristan Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer (Dune )
Miglior film di animazione: Jared Bush, Byron Howard, Yvett Merino e Clark Spencer (Encanto)
Miglior canzone: No Time to Die (No Time to Die), Billie Eilish, Finneas O’Connell
Miglior sonoro: Dune
Miglior montaggio: Joe Walker (Dune)
Miglior colonna sonora: Hans Zimmer (Dune)
Miglior scenografia: Patrice Vermette e Zsusanna Sipos (Dune)
Miglior trucco e acconciatura: Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh (Gli occhi di Tammy Faye)
Miglior corto animato: The Windshield Wiper
Miglior corto live action: The Long Goodbye
Miglior corto documentario: The Queen of Basketball

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Di Verona, giornalista pubblicista dal 2021. Collabora con Secolo Trentino dal 2017, occupandosi principalmente di Cultura, Società e Politica.