Emorroidi al caldo: Germania e Italia si piegano al ricatto di Putin

Vladimir Putin sta cercando di reagire alle sanzioni imposte dall’Occidente in seguito all’invasione dell’Ucraina e ovviamente la pedina di scambio è subito diventata il gas. La scorsa settimana, infatti, il Premier russo aveva imposto il pagamento del gas solo in rubli per arginare la svalutazione della moneta interna.

Un sostanziale ricatto che si pensava evitabile, o quantomeno che l’Europa adottasse strategie alternative o quantomeno che non procedesse direttamente alla transizione in rubli, utilizzando magari altri paesi con una valuta non “politicamente esposta” come intermediari.

Avvicinandosi però la scadenza del primo trimestre col 31 marzo, Putin ha già fatto sapere che d’ora in avanti la sua imposizione del rublo come unica moneta di scambio del gas sarà in vigore. Una decisione che ha subito messo in moto i governi europei, impegnati già nelle discussioni sull’opportunità di aumentare la spesa pubblica sulla difesa fino ad almeno il 2% del PIL.

La Germania, stretta tra l’affaire Nord-Stream 2 e l’avvio di un piano di emergenza gas avviato proprio oggi, ha sostanzialmente ceduto al ricatto: sembra infatti, secondo quanto riportato da più siti e agenzie, che il cancelliere Olaf Scholz abbia già permesso dei contatti fra esperti per permettere il pagamento in rubli, addirittura concordando il tutto con Putin.

L’Italia non è da meno: nonostante le rassicurazioni date pochi giorni fa dall’Amministratore Delegato di ENI Claudio Descalzi, pare infatti che in una telefonata intrattenuta oggi tra Mario Draghi e Putin si sia “discusso” della possibilità di scambiare il gas in rubli (secondo quanto afferma l’agenzia russa TASS).

Se Italia e Germania dovessero cedere entrambe all’imposizione di Putin, l’Unione Europea si troverebbe a dover risolvere una difficile crisi di approvvigionamento del gas. Non tanto perché non lo si trovi, ma perché alcuni paesi avrebbero il gas accettando di finanziare la Russia, mentre altri dovrebbero aspettare fonti alternative.