Def. Per il viceministro dell’Economia Castelli: “farà emergere numeri che ci daranno possibilità di avere risorse da mettere nei posti dove ancora c’è bisogno”

La viceministro dell’Economia, Laura Castelli, esponente del Movimento 5 Stelle, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus per parlare, tra le varie, delle conseguenze economiche della guerra in Ucraina e del Documento di Economia e Finanza (Def).

Laura Castelli ha iniziato il suo intervento parlando proprio delle conseguenze economiche della guerra in Ucraina: “Anche questa volta, come è stato con il covid, passo dopo passo le scelte vanno fatte e spiegate, proprio perché le cose mutano molto velocemente. In questo momento alla Camera e al Senato ci sono dei decreti che hanno dentro molti miliardi e che riguardano le famiglie, le imprese, le grandi attività energivore”.

Sul Def invece, il viceministro dell’Economia ha affermato: “Oggi si fa il Def, che è l’aggiornamento alla situazione attuale dei dati di quello che avevamo programmato con la legge di bilancio sulle politiche economiche. Ovviamente da gennaio i dati economici sono cambiati. Anche se non ci fosse stata questa guerra, avremmo avuto una coda di inflazione che aveva già iniziato a correre all’inizio dell’anno, perché per la situazione covid abbiamo messo molto denaro nella nostra economia, 230 miliardi di debito che servivano alle famiglie e al Paese. Già questo stava trascinando l’inflazione e a questo si è aggiunto l’effetto di una dipendenza energetica. Questo Def farà emergere dei numeri che ci daranno la possibilità di avere delle risorse da mettere nei posti dove ancora c’è bisogno. C’è ancora un caro prezzi di materie prime, un caro bollette e un caro benzina, per quanto si sta calmierando un po’, c’è un problema di enti territoriali che fanno fatica a gestire tutto questo, ci sono settori che soffrono ancora come agricoltura, autotrasporto e ovviamente le famiglie. Queste sono le priorità e proseguiremo velocemente su questo tipo di interventi. Scostamento di bilancio? Non dobbiamo avere paura di parlarne, ma siamo in un momento in cui anche l’Europa sta facendo scelte importanti, dobbiamo sapere quali regole ci saranno da qui ai prossimi 2-3 anni. Il Paese ovviamente non può aspettare, quindi è necessario che i soldi che emergeranno dai numeri del Def vadano utilizzati per le priorità, anche qui serve un grande spirito di collaborazione. Dopo tutti questi anni di covid non potrei immaginare una programmazione che non venga fatta passo dopo passo. Credo sia meglio fare più decreti, facendo le cose che servono nel momento in cui le vivi”.