Lavoro – Giovani discriminati

Terza edizione della biennale che animerà Rovereto fino a domenica 12 maggio ARTINGEGNA: TRE GIORNI PER TOCCARE CON MANO L’ARTIGIANATO DI QUALITÀ Secondo giorno di Artingegna, la mostra biennale dedicata all'artigianato trentino di eccellenza che fino a domani animerà il centro storico di Rovereto. Nella foto: momenti della manifestazione - stand e percorso mostre. Foto. Romano Magrone - Archivio ufficio stampa Pat Rovereto, 10 maggio 2012 c 1266

Anche oggi, sulle pagine di un giornale provinciale, si parla di lavoro e precisamente nella sezione riguardante il comune di Storo.
Se si è alla ricerca di una nuova opportunità lavorativa, bisogna affacciarsi proprio presso le tante agenzie interinali sparse sul territorio. Ed è proprio questo l’argomento di oggi, le tre agenzie interinali sul territorio comunale di Storo.
Cosa principale da sottolineare, sono le tre agenzie interinali, i loro nomi;
la Maw, un’agenzia che ha aperto anch’essa da poco sul territorio, ma non sponsorizzata dai giornali;
l’Etjca, agenzia che da anni è sul territorio di Storo.
Per ultima la nuova agenzia Randstand, pubblicizzata a mezza pagina.

Ovviamente sono contento che queste agenzie possano competere ed offrire il loro supporto alle tante persone in cerca di lavoro.
La questione importante da sottolineare, è la continua discriminazione che viene fatta ai giovani o meno giovani della valle e delle zone limitrofe al comune di Storo.
Infatti, non molti giorni fa, si leggeva sempre sulle pagine del quotidiano, la grande offerta di lavoro che un’azienda del territorio offriva.
Ma le parole dell’imprenditore erano assai discriminatorie dichiarando che, i lavoratori cercano solo assistenzialismo, andando a lavorare qualche mese per poi farsi licenziare e prendere la disoccupazione, stare a casa un paio di anni e magari farsi anche qualche lavoretto in nero.
Ed è proprio per questo che la ricerca di manodopera porta ad assumere extracomunitari.

Nell’articolo di oggi, vengono nuovamente discriminati i lavoratori delle valli e si è passati dalla parola “extracomunitari” a quella di “pelle nera” (ancora più discriminatoria).
Ma la realtà dei fatti è ben diversa, i giovani e meno giovani del territorio, sanno bene perché alcune aziende sono sempre alla ricerca di nuova mano d’opera. Sanno bene le realtà delle aziende e forse, visto che devono accettare per anni un contratto determinato per poter lavorare, forse vorrebbero un lavoro dignitoso ed una paga dignitosa per poter vivere e formarsi una famiglia.

Cipolla Andrea
Consigliere di Storo, Progetto 2000

GLI INCAPACI PARLANO, MENTRE I GIOVANI SI BARCAMENANO BENE

Buongiorno,

le rispondo volentieri perché sfonda una porta aperta: non solo i giovani, ma anche i meno giovani. Siamo stati coinvolti da periodi in cui effettivamente la voglia di lavorare era “saltami addosso, ops, scansata!” e a causa di questo noi, che siamo nati negli anni ’80, ci siamo trovati ad essere sempre “bastonati e rincorsi” tanto che molti di noi hanno preferito rinunciare a tutto, ma non al lavoro.

Immediatamente dopo di noi la generazione X è stata vittima della enorme crisi del lavoro e delle migrazioni non controllate, il lavoro a nero è fortemente diminuito, ma la percezione invece è stata che sia aumentato, cosa falsa. Così VOI giovani siete ora accusati di essere pigri, perché lo fu una generazione precedente alla nostra, viziati, perché lo fu la nostra, furbetti, perché lo fu quella prima, di noi.

State insomma PAGANDO lo scotto del passato e in modo ingiusto.

Personalmente ho notato che i giovani nati dagli anni ’90 in poi hanno la testa sulle spalle e penso che valga assolutamente la pena investire su di voi, perché siete il nostro futuro e sta a noi prepararvi le opportunità. NOI siamo i Boomer e vi dobbiamo un senso.

Le posso assicurare che, quando ero in età lavorativa – la mia generazione poteva lavorare dai 14 anni in su – il lavoro c’era, ma le polemiche erano sempre tantissime e sempre le stesse.

C’era lavoro, tanto che personalmente non ho mai avuto periodi di disoccupazione, giusto per fare un esempio di cui sono a conoscenza :-).

Certamente si investiva sulle partite iva, c’erano corsi, iniziative, eravamo MOLTO motivati. Andavamo in giro per il triveneto per lavorare con le grandi aziende e il clima era favorevole, seppure gli stipendi sempre mediocri…

Per quanto concerne alternare casa e lavoro la cosa importante è che il tempo libero sia destinato ad attività formative: lo sport, la famiglia, i viaggi, gli affetti, lo studio. Da non marcire sul divano a mettere i like. IL TEMPO LIBERO è sacro.

καλή τύχη

La direttrice Martina Cecco