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Ambiente

Faremo la danza della pioggia: in attesa del cielo che salvi il raccolto

L’arrivo della pioggia salva l’Italia dagli incendi che stanno devastando i boschi e dalla siccità che rischia di compromettere i raccolti necessari a garantire le forniture alimentari al Paese in un momento in cui si registrano speculazioni, accaparramenti e blocco dei commerci a causa della guerra in Ucraina. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’arrivo della perturbazione lungo tutta la Penisola con la neve su Alpi e Appennini in un anno con precipitazioni piu’ che dimezzate al nord Italia mentre a livello mondiale è scattato l’allarme per l’estensione del ghiaccio marino in Antartide che ha segnato un nuovo record minimo scendendo per la prima volta sotto i 2 milioni di chilometri.

In Italia l’arrivo delle precipitazioni è importante con l’avvio delle semine primaverili  per salvare – sottolinea la Coldiretti – oltre il 30% della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell’allevamento che si trovano nella pianura padana, dove il fiume Po fa registrare un livello idrometrico di -3,4 metri al Ponte della Becca, ma pesanti anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 28% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

E’ allarme – continua la Coldiretti – anche per gli incendi favoriti dalle alte temperature e dall’assenza di precipitazioni che ha inaridito i terreni nei boschi più esposti al divampare delle fiamme come a Colico (Lecco) dove sono stati divorati piu’ di 40 ettari di vegetazione.

La siccità, che distrugge le coltivazioni e favorisce i roghi, è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana – rileva la Coldiretti – con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. I cambiamenti climatici hanno modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni anche se l’Italia – sottolinea la Coldiretti – resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto.

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto insieme ad Anbi un progetto concreto immediatamente cantierabile – insiste Coldiretti – un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. Il progetto – conclude la Coldiretti – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti. L’idea è di realizzare laghetti, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

Secolo Trentino